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News
13 settembre 2014
Rifugi alpini di ieri e di oggi in mostra a Oropa
Dal 13 settembre al 31 ottobre approda a Oropa la mostra itinerante sulla storia e l’attualità dei rifugi alpini.
Dopo 22 tappe, prosegue nell'autunno 2014 l'avventura della mostra itinerante “Rifugi alpini ieri e oggi. Un percorso storico tra architettura, cultura e ambiente”, raggiungendo il Santuario di Oropa. La rassegna, curata dall'associazione culturale Cantieri d'alta quota, attraverso 40 teli di grande formato rintraccia nel tempo e nello spazio alcune fasi fondamentali della storia della costruzione dei rifugi e bivacchi sull'intero arco alpino, grazie a una sequenza di suggestive immagini d’epoca e disegni (provenienti in buona parte dal Museo nazionale della Montagna – Biblioteca nazionale CAI), affiancati da recenti foto a colori d’autore.

La mostra, allestita per la prima volta nel 2012 presso il Portico del Lippomano, nel centro storico di Udine, nel 2013 è stata ospitata a Verona, Longarone, Trento (in occasione del convegno internazionale Rifugi in divenire organizzato da Accademia della Montagna del Trentino e curato scientificamente dalla stessa Cantieri d’alta quota), Sondrio, Rodi-Fiesso (Canton Ticino), Pont St. Martin, Belluno (in occasione del festival “Oltre le vette”), Bergamo (in occasione di “BergamoScienza”), Torino (in occasione dei festeggiamenti finali del 150° di fondazione del Club alpino italiano), Briga (Canton Vallese, in occasione del festival "BergBuchBrig") e Omegna. Nel 2014 ha invece fatto tappa a Bologna, Novara, all'Accademia di Architettura dell'Università della Svizzera Italiana a Mendrisio (in una rinnovata veste grafica e arricchita nonché tematizzata nei contenuti), nonché a Edolo, Verbania (in occasione di “Letteraltura”), Cortina, Courmayeur e Tarvisio.
Onde perseguire gli obiettivi dell'associazione, i curatori puntano ad accrescere l'esposizione man mano che si susseguono le tappe, attraverso approfondimenti specifici realizzati ad hoc sulle vicende dei rifugi e bivacchi presenti nel territorio circostante: così è avvenuto a Trento, in Valtellina, in Canton Ticino, a Belluno, a Torino, in Valle Camonica e in Friuli; e avverrà anche a Oropa, con uno sguardo specifico sui rifugi del comprensorio montano biellese. Patrocinata da Club alpino italiano, Museo nazionale della Montagna CAI Torino, Biblioteca nazionale CAI, la mostra gode del sostegno di Ordine degli architetti di Udine, Club alpino svizzero, Accademia della Montagna del Trentino, Fondazione Courmayeur e ARCA, il marchio di qualità delle costruzioni in legno.

L'ASSOCIAZIONE CANTIERI D'ALTA QUOTA
L’associazione culturale Cantieri d’alta quota è nata a Biella nel maggio 2012 con l’obiettivo di incentivare la ricerca, divulgazione e condivisione delle informazioni storiche, progettuali, geografiche, sociali ed economiche sulla realtà dei punti d’appoggio in alta montagna, luoghi «estremi» per eccellenza. L’associazione intende porsi come osservatorio e piattaforma d’interscambio per tutti coloro che operano in montagna, così come per coloro che la frequentano.
Tra le principali motivazioni che hanno portato alla sua costituzione vi è la consapevolezza che, al di là della loro primaria funzione di punto d’appoggio per l’accesso e la frequentazione dell’alta montagna, queste costruzioni costituiscono un importante patrimonio dal punto di vista storico e culturale che merita di essere a tutti gli effetti annoverato tra le eccellenze architettoniche e paesaggistiche del Novecento. Le «storie» che caratterizzano la realizzazione di tali strutture sono l’intreccio di una pluralità di aspetti quali le origini della committenza, le modalità di gestione delle strutture, la storia dell’alpinismo, le culture tecniche e architettoniche, le vicissitudini sociali e politiche delle nazioni e delle culture locali.
L’associazione fa seguito alla pubblicazione del libro di Luca Gibello Cantieri d'alta quota. Breve storia della costruzione dei rifugi sulle Alpi (Lineadaria editore, Biella 2011), che ha suscitato notevole interesse non solo tra gli addetti ai lavori ma anche tra gli appassionati della montagna. Il volume, che secondo la prefazione di Enrico Camanni è il «primo serio tentativo di scrivere la storia dei rifugi alpini», è alla terza ristampa, mentre in primavera è uscita la traduzione in francese e tedesco a cura del Club alpino svizzero.
I fondatori dell'associazione culturale - che conta un centinaio d’iscritti - sono appassionati di montagna: Luca Gibello, presidente (storico e critico di architettura, caporedattore de «Il Giornale dell’Architettura»), Roberto Dini, vicepresidente (architetto e ricercatore presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino) e Giorgio Masserano, tesoriere (titolare dello studio di grafica Segnidartos® di Biella).
Attualmente, grazie anche alla collaborazione dei soci, Cantieri d’alta quota si sta concentrando nell’attuazione del progetto scientifico, al fine di proseguire nel lavoro di ricerca e divulgazione attraverso un censimento dei rifugi e bivacchi dislocati lungo l’intera catena alpina nelle varie nazioni, con l’obiettivo sia di definire percorsi tematici a uso di escursionisti e alpinisti, sia di elaborare buone pratiche e linee guida d’intervento nella progettazione, manutenzione e gestione delle strutture.

Per maggiori informazioni: www.cantieridaltaquota.eu


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