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News
23 maggio 2005
Amor di libro 2005- Sacro Monte di Varese
AMOR DI LIBRO 2005 - Varese
AMOR DI LIBRO 2005
La storia, le idee, i libri della settima edizione

In occasione del quattrocentesimo anniversario dell'avvio dei lavori di costruzione della Via Crucis sulle pendici del Sacro Monte di Varese, l'Amministrazione comunale, nell'ambito delle celebrazioni organizzate per la ricorrenza, ha voluto dedicare a questo tema uno spazio importante della settima edizione di Amor di libro.

Questa edizione, come si evince dal programma, si differenzia sensibilmente da quelle precedenti per la tipologia degli appuntamenti: si è voluto infatti offrire alla cittadinanza la possibilità di partecipare ad una serie di incontri-conferenza e presentazioni di volumi che, direttamente o indirettamente, fossero legati alla montagna sacra.

Si tratta di incontri che spaziano dalla storia del monte Velate con il santuario di Santa Maria in età medievale - per conoscere la situazione pregressa alla costruzione delle cappelle - all'analisi delle motivazioni storico religiose che soggiacciono alla costruzione non solo del Sacro Monte di Varese ma di tutti i sacri monti dell'arco alpino, alla descrizione artistica delle cappelle stesse sia dal punto di vista scultoreo che pittorico.

Docenti e studiosi - tra i quali citiamo Silvano Colombo, Roberto Perelli Cippo, Andrea Spiriti, Paola Viotto, Luigi Zanzi - approfondiranno le molteplici tematiche ispirate al Sacro Monte, che tanto ha segnato la storia della nostra città e a cui i varesini sono intimamente legati.

Ma non solo. Partendo dalla Fuga in Egitto di Renato Guttuso che si staglia fra le cappelle, si darà avvio ad una conferenza di ampio respiro su tutta la produzione di questo artista vissuto a Velate, e ciò grazie alla partecipazione del critico d'arte Luciano Caramel; così come partendo dalla possente statua bronzea di Paolo VI, collocata dal 1986 al Sacro Monte, si potrà partecipare ad un incontro con il suo artefice, lo scultore Floriano Bodini, che con la sua arte ha saputo - come pochi altri - dare forma all'idea del sacro, incontrando il favore del pubblico e della critica internazionale.

Non avremmo potuto certamente dimenticare Giovanni Testori, lo studioso a cui si deve la riscoperta del valore artistico dei Sacri Monti nella metà del '900, al quale sarà dedicato uno spettacolo con musica dal vivo e immagini nel corso del quale verranno recitati alcuni suoi brani vibranti. E ancora. La produzione letteraria, a partire dal Petrarca, ci offrirà, in un reading a cura di Silvio Raffo, la possibilità di riflettere sul rapporto tra anima e ascesa, tra sacralità e montagna.
Nel corso della rassegna verrà anche presentata al pubblico la ristampa anastatica del volume intitolato Santuario di S.Maria del Monte sopra Varese, edito a Milano nel 1739 per mano di Nicolò Sormani, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, originario della nostra terra.

Se la scelta di celebrare il quattrocentesimo anniversario del Sacro Monte di Varese caratterizza ampliamente il programma, sono comunque previsti alcuni incontri a se stanti certamente molto importanti per la qualità degli interventi, come quelli previsti con il poeta Luciano Erba e con lo scrittore Alessandro Piperno, il cui recente romanzo è una vera e propria rivelazione editoriale.
Come ogni anno e forse - stante la scelta di una tematica così coinvolgente e legata al territorio - più di ogni altro anno, la rassegna è stata costruita con l'apporto della associazioni culturali presenti in città che si sono confrontate con l'Assessorato alla Cultura per costruire un programma comune e raccordato. Determinante per una auspicata buona riuscita della manifestazione è poi l'attiva collaborazione delle librerie cittadine.

Infine una novità che caratterizza questa settima edizione della nostra rassegna: per la prima volta la partecipazione agli incontri darà luogo al credito formativo per gli studenti del liceo classico, del liceo scientifico e del liceo artistico di Varese.
Una partecipazione giovanile che ci auguriamo sia foriera di nuovi lettori appassionati dei libri e di estimatori sensibili alle bellezze storico artistiche, consegnate alla città di Varese dalla religiosità di coloro che ci hanno preceduto.

PROGRAMMA DI AMOR DI LIBRO
23 maggio - 1 giugno

Teatro Apollonio, Piazza Repubblica, Varese

LUNEDI' 23 MAGGIO
Ore 18.00
Inaugurazione della manifestazione Amor di libro alla presenza del Sindaco Aldo Fumagalli e dell'Assessore alla Cultura Francesco Musajo Somma.
Interviene Enrico Mentana.
Introduce Mauro della Porta Raffo.

Una vita da direttore. La realtà in prima piano.

Enrico Mentana, nato a Milano il 15 gennaio 1955, inizia la sua attività come direttore alla guida di Giovane Sinistra, la rivista della federazione giovanile socialista nella quale milita fin dagli anni del liceo.
Entra in Rai nella redazione esteri del TG1 nel 1980. Il suo esordio in video risale al 1981 come inviato speciale a Londra, in occasione del matrimonio di Carlo d'Inghilterra e Lady Diana Spencer.
Dopo esser stato inviato del TG1 e avere realizzato servizi su moltissimi eventi di cronaca e politica in Italia e all'estero, diviene vicedirettore del TG2.
Dopo undici anni di impegno professionale nella Tv pubblica, passa alle reti Fininvest, dove gli viene affidata la direzione del nuovo telegiornale di Canale 5.
Il TG5 debutta il 13 gennaio 1992 e in breve tempo acquisisce credibilità ottenendo ascolti vicinissimi e talvolta superiori a quelli del Tg1.
Mentana conduce e cura anche altri spazi di approfondimento: la rubrica Braccio di ferro, il programma di seconda serata Rotocalco, TGCOM e la rubrica Terra!.
L'abbandono della direzione del Tg5 arriva l'11 novembre 2004, quando Mentana assume l'incarico di direttore editoriale. E' lo stesso Mentana che annuncia in diretta, durante l'edizione delle 20, le sue dimissioni da direttore: "Questa sera termino il mio lavoro al TG5, non l'ho detto a nessuno, era giusto dirlo prima ai telespettatori".

MARTEDI' 24 MAGGIO
Ore 18.00
Atlante dei Sacri Monti prealpini a cura di Luigi Zanzi e Paolo Zanzi. Prefazione di Franco Cardini. Skira.
Intervengono i Curatori.

Il volume illustra il "sistema" dei Sacri Monti prealpini considerati nel loro complesso come un mondo con proprie valenze di cultura religiosa e artistica; in tale mondo si è realizzato tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVII secolo un'opera monumentale costituita da più cappelle di cospicue dimensioni architettoniche tra loro connesse in schemi ora di vie sacre ora di città e ciascuna di esse ospitante un gruppo statuario rappresentante un "mistero" della storia di Cristo o dei santi quali S. Francesco e S. Carlo.
Il volume pone a raffronto i differenti casi di tale sistema di Sacri Monti prealpini, ne ricostruisce la storia comune e ne pone in risalto la comune cultura religiosa e artistica.
In particolare l'opera documenta, con ricchissimo allestimento iconografico ed illustrativo l'eccellenza qualitativa dell'arte propria dei Sacri Monti prealpini che ospitarono alcuni dei momenti più alti della cultura pittorica e plastica della tradizione lombarda tra Rinascimento e Barocco.
Nel testo sono presenti interventi di Silvano Colombo, Santino Langè, Giuseppe Pacciarotti, Stefania Stefani Perrone.

Ore 21.00
Incontro con l'artista: lo scultore Floriano Bodini, maestro del sacro.
Introduce Debora Ferrari.

Grandioso e barocco il monumento dedicato a Paolo VI a Santa Maria del Monte sopra Varese dal maestro Floriano Bodini: si tratta di una statua di bronzo a tutto tondo in cui viene "immortalata" la figura del Pontefice, il cui volto mostra apertamente la corruzione corporea, mediante l'incisione di profonde ed evidenti rughe.
La realizzazione dell'opera, posta nel 1986, si pone al culmine di una tormentata ricerca, documentata dall'abbozzo della Testa di Pontefice (1974) e da quello del Pontefice con la pecora davanti a sé (1975), che rappresentano la fase di un cambiamento stilistico da parte dell'artista.

Floriano Bodini nasce a Gemonio, in provincia di Varese, nel 1933. Frequenta l'Accademia di Brera: suo maestro è Francesco Messina col quale inizierà un rapporto di stima reciproca e di sentita amicizia. La sua incessante attività ed i numerosi riconoscimenti per la sua carriera partono dalla mostra personale del 1958 a Gallarate, raggiungono l'apoteosi con la realizzazione del Museo Civico Floriano Bodini inaugurato nel 1999 e continuano tuttora con l'esecuzione dell'Altare, l'Ambone e la Sede, in marmo di Carrara, per la Chiesa di S. Maria Assunta di Gorla Maggiore.
Ha insegnato dal 1977 all'Accademia di Brera e dal 1978 all'Accademia di Carrara di cui è stato direttore sino al 1987 e presidente dal 1991 al 1994. Dal 1987 al 1998 ha assunto la cattedra di Scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt.
Vive e lavora a Milano.
Tra le sue numerose opere, eseguite in marmo o in bronzo, ricordiamo : Paolo VI per il Duomo di Milano (1989); la statua di Santa Brigida di Svezia per la Basilica di San Pietro in Vaticano (1999); Porta Santa per la Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma (2000); gruppo marmoreo dedicato a Paolo VI nell'Aula Nervi in Vaticano (2003); l'Altare Maggiore della Basilica di San Vittore a Varese (1991); il monumento a Paolo VI per il Sacro Monte di Varese (1986); il monumento a I sette di Gottinga per la città di Hannover (1998); il monumento a Stradivari per la città di Cremona (1999).

MERCOLEDI' 25 MAGGIO
Ore 10.00:
Prima del tramonto, sotto il baobab...Felix Verlag editrice-Milano per Yacouba

Interviene l'animatore Luca Macciacchini con Antonino Papale, Assessore alle Politiche educative, Giovanna Guslini del CSA, Rita Patriarca, presidente della Associazione Yacouba.
Teatro di Varese
Il libro Prima del tramonto, sotto il baobab...è il risultato di un Progetto di Intercultura e Solidarietà intitolato Insieme per un libro, che, nel corso di quest'anno scolastico, ha coinvolto 16 scuole di Varese in un lungo percorso, costituito da incontri, letture, scoperte, riflessioni. Interlocutore prezioso è stata l'Associazione onlus di solidarietà internazionale Yacouba per l'Africa, che ha fatto conoscere alle classi la realtà del Mali: la ricca cultura Dogon, con i suoi riti, le sue maschere, le interessanti costruzioni di fango nei villaggi ai piedi della falesia; i volti e le storie di bambini e di adulti, che affrontano quotidianamente i problemi di uno dei paesi più poveri del mondo.
Tali incontri, accanto al successivo lavoro di rielaborazione degli insegnanti, ha permesso di favorire negli alunni l'apertura, la conoscenza, il confronto con realtà lontane e diverse, di superare qualsiasi forma di pregiudizio, stringendo uno stretto rapporto di collaborazione e amicizia con i bambini del villaggio di Walia, infine di condividere situazioni di difficoltà e di contribuire alla loro risoluzione.

Ore 18.00

Incontro con Roberto Perelli Cippo (Università degli Studi di Milano), E prima venne il santuario: Santa Maria del Monte in età medievale.
Ben prima della fondazione del monastero delle Romite ambrosiane che tanta parte ha avuto nello sviluppo della devozione nell'area di Varese e dell'intero territorio lombardo e della fondazione del complesso del Sacro Monte, la chiesa di S. Maria, ubicata sulla vetta del monte un tempo detto Monte di Velate, era sede di culto e meta di pellegrinaggi. La fortunata conservazione di gran parte dell'archivio antico di S. Maria del Monte consente di ricostruirne le vicende in età medievale, ed anche, collateralmente, di gettare uno sguardo sulla realtà fisica e umana del territorio. I testi fondamentali che raccolgono la produzione documentaria dei secoli medievali sono il Regesto di S.Maria di Monte Velate sino all'anno 1200, pubblicato dall'Istituto storico italiano per il medioevo nel 1937 a cura di Cesare Manaresi e il Regesto di S. Maria di Monte Velate sec.XIII, pubblicato nel 1976 a cura di Roberto Perelli Cippo.

Roberto Perelli Cippo è docente presso l'Università degli Studi di Milano, dove ha tenuto per un decennio l'insegnamento di Storia medievale e da cinque anni insegna Esegesi delle fonti storiche medievali. I suoi studi riguardano soprattutto l'area lombarda, con speciale attenzione per i territori di Milano, Varese e Como.

Ore.21.00
Le chiavi del federalismo: storia e diritti, parlate e culture. Presentazione del volume Grammatica dei dialetti di Lombardia, a cura di Andrea Rognoni, prefazione di Ettore Albertoni, Oscar Mondadori.
Intervengono il Curatore e il giornalista Romano Bracalini.

Si tratta della seconda produzione editoriale nata dal progetto di ricerca del Centro regionale delle Culture Lombarde di Busto Arsizio, dopo il Lessico comparato.
Parlate e dialetti della Lombardia. L'opera raggruppa in un solo volume le strutture grammaticali delle parlate lombarde, divisa in capitoli che sono stati realizzati da diversi esperti e studiosi, secondo la loro specifica appartenenza territoriale. Cesare Comoletti si è occupato del milanese e i dialetti della Lombardia sudoccidentale (pavese e lodigiano), Pierluigi Crola del lombardo occidentale (Como, Lecco, Sondrio,Varese); Umberto Zanetti del bergamasco e cremasco; Carlo Agarotti del bresciano e mantovano, Gianfranco Taglietti del cremonese. Questo studio si pone il fine non solo di salvaguardare tutte le lingue locali, ma anche di rilanciare questo patrimonio culturale che è alla base delle nostre radici. Dal tutto emerge chiaramente, come sottolinea il curatore Rognoni nella sua premessa, l'esistenza di una logica espressiva tipicamente lombarda, differente rispetto alle modalità di pensiero tipiche degli altri dialetti italiani ed europei.

GIOVEDI' 26 MAGGIO
Ore 18.00
Incontro con Mario Marcarini, Fra anima e corpo. La Controriforma e la nascita della musica moderna:
l'Oratorio e il Melodramma.

Il primo Seicento è, per l'evoluzione musicale nella Penisola, tra i periodi più fecondi ed interessanti:
poliforme e sfaccettato nei diversi tipi di produzione, vive nel segno della Controriforma, da una parte, e, dall'altra, germina i semi del prossimo trionfante barocco. La distinzione tra musica "sacra" e "profana", pur mantenendosi sempre chiara, avvicina i propri confini, tanto che nelle moderne creazioni dell'"Oratorio" e dell'"Opera", è il contenuto ad essere differente, non tanto la forma, che si presenta, invece, assai simile, sotto il profilo estetico. Il clima della controriforma aleggia, soprattutto, sulla musica sacra e, in particolar modo, a Roma: per fare solo qualche esempio, la Rappresentazione di anima et corpo (1600) d'Emilio de'Cavalieri o il Sant'Alessio (1632) di Stefano Landi sono soggetti tratti dalle storie sacre, ove all'orrore per i peccati della carne si unisce la professione di ferocissime virtù, lavori in cui il motivo edificante si addobba sovente di dotte allegorie. Ma se accostiamo questi testi ai primi esempi del "recitar cantando" (il melodramma degli albori codificato a Firenze presso la Camerata de Bardi) notiamo che la struttura non si oppone a questi, anzi vive della stessa espressione estetica:
sovente, poi, gli autori dei versi sono letterari di altissimo livello, i quali infondono ad essi valore indipendente a prescindere dalla musica.
Esempi meravigliosi, sotto questo aspetto sono i melodrammi Euridice (1600) di Jacopo Peri, su testo di Ottavio Rinuccini e L'Orfeo (1607) di Claudio Monteverdi, i cui versi appartengono ad Alessandro Striggio. La dicotomia riassunta dalla Controriforma - anima e corpo - trova pertanto espressione completa proprio nei due massimi generi dell'epoca: il "melodramma" di stampo sacro - appunto, l'Oratorio - e la nascente Opera.

Mario Marcarini, nato a Milano, dopo la laurea in Storia della critica d'arte, vive e lavora tra la città natale e Roma. Coordinatore artistico per Musicom di Milano, casa discografica per la quale realizza progetti d'ampio respiro che hanno coinvolto, tra gli altri, il Teatro alla Scala ed artisti come Riccardo Muti, Riccardo Chailly e Claudio Abbado, è autore di saggi per Electa - Mondatori Svolge attività di critico musicale per le riviste Musica di Varese e Satellite di Roma. Autore di studi sul Barocco italiano (Alessandro Scarlatti e Francesco Saverio Geminiani), tiene regolarmente conferenze: si ricordano, tra i luoghi che, di solito, lo ospitano, l'Università di Pavia ed il Maggio Musicale fiorentino. Collabora, inoltre, con orchestre e televisioni: è stato per quattro anni autore di palinsesti per Telepiù classica e ha realizzato speciali d'argomento operistico per Rai Trade.
Nel 2006 è prevista una sua collaborazione, presso l'Università di Jena (Germania), con l'Istituto per l'edizione critica delle opere di Luigi Cherubini.

Ore 21.00
Franco Restelli - Paola Viotto, Sacro Monte di Varese. Il santuario. Il monastero. Le cappelle, Macchione editore.

La storia del Sacro Monte di Varese non incomincia con le cappelle del Rosario, ma con una piccola chiesa che la tradizione vuole fondata da S.Ambrogio. Santa Maria del Monte di Velate cresce nei secoli fino a diventare un santuario ricco di opere d'arte, dove i pellegrini accorrono per pregare. Alla fine del Quattrocento Caterina da Pallanza e Giuliana da Verghera iniziano a condurre vita eremitica accanto alla chiesa, attirando con l'esempio della loro virtù sempre nuove compagne e dando origine al monastero delle Romite Ambrosiane. Proprio una delle romite, Tecla Maria Cid, ebbe la prima idea che avrebbe portato all'edificazione del Sacro Monte come ancora lo conosciamo oggi.
Nel Seicento il santuario diviene punto d'arrivo di una via sacra, scandita da quattordici cappelle, realizzate da importanti artisti lombardi che creano in tal modo un'opera grandiosa in cui arte e natura si fondono armoniosamente.

Paola Viotto, docente di Storia dell'arte presso il Liceo Classico E.Cairoli di Varese, all'insegnamento ha sempre unito attività di ricerca e pubblicistica nel settore della storia dell'arte con particolare attenzione per il territorio varesino. Tra le pubblicazioni più recenti Chiese romaniche del Lago Maggiore, Sacro Monte di Varese, Lo sguardo sul Calvario.

VENERDI 27 MAGGIO
Ore 10.00
Domitilla e la stella delle parole perse. Una girandola di storie, gioco e recitazione attraverso la magia delle parole. Spettacolo presentato da Markus Zohner Theater Compagnie.
Testo e regia di Patrizia Barbuiani. Interprete Stefania Mariani

Domitilla, con il suo mantello trapuntato di libri, arriva sulla terra nella stagione dei racconti a sussurrare ai bambini le sue storie fatte di parole perse.
Fascia d'età 9/12 anni

Ore 18.00
Presentazione della ristampa anastatica dell'opera di Nicolò Sormani, Santuario di S.Maria del Monte sopra Varese, stamperia di Giuseppe Marelli, Milano 1739

Verrà presentata la ristampa anastatica del volume Santuario di S.Maria del Monte sopra Varese scritto da Nicolò Sormani ed edito a Milano nel 1739 dalla stamperia di Giuseppe Marelli.
Nicolò Sormani, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, nato a Brusimpiano nel 1686, dedica questa sua opera alla descrizione e alla storia del Sacro Monte che sta sopra il reggio insigne borgo di Varese, al quale fa egli capo, e corona, cimiero, e cresta.
Ad illustrare questo storico testo e a far riscoprire la figura di Nicolò Sormani sarà presente mons. Marco Navoni, dottore delle Biblioteca Ambrosiana.

Ore 21.00:
Silvano Colombo, Sculture dei Sacri Monti sopra Varese, Nicolini editore.

Gli apparati scultorei che decoravano il cinquecentesco calvario e le più magniloquenti sculture seicentesche del Sacro Monte di Varese sono analizzati dall'Autore attraverso un percorso cronologico e di disamina dei vari artefici che operarono in questa fabbrica, fino all'Ottocento.
Uno splendido apparato fotografico correda l'elegante veste editoriale e consente di rivivere il cammino ascensionale mostrando in tutta la lo magnificenza le sculture delle cappelle. Di particolare interesse è la raccolta di documenti e testimonianze riguardanti i fatti della storia delle opere d'arte del Sacro Monte.

Silvano Colombo, nato a Varese nel 1938, laureato in lettere moderne a Pavia con tesi in storia dell´arte, ha svolto il ruolo di direttore dei Musei Civici di Varese dal 1965 al 1989.
E' stato uno dei fondatori del Liceo Artistico di Varese nel 1969 dove ha insegnato storia dell´arte fino al 1974.
Ha curato la mostra su Francesco Cairo nel 1983 e quella su Guttuso a Varese nel 1984. Ha continuato a compiere ricerche storiche sul patrimonio storico-artistico locale e nazionale, ed ha pubblicato numerosi studi sull´architettura religiosa del Seicento con particolare attenzione per le opere d'arte dei sacri monti. Dal 1998 è conservatore onorario del Museo della Collegiata di Castiglione Olona, del quale ha curato la pubblicazione storico-critica Dalla parte di Masolino, che serve da guida alla visita degli affreschi nella Collegiata e nel Battistero di Castiglione Olona.

SABATO 28 MAGGIO
Ore 9.30
Da piazza Repubblica è possibile con un pullman appositamente organizzato raggiungere le cappelle del Sacro Monte per effettuare una visita guidata. Partendo dalla prima cappella si giungerà al santuario accompagnati dallo storico dell'arte Silvano Colombo.
Al termine della visita, prevista per mezzogiorno, si farà ritorno a Varese.

h.16.30
Grazie Santità. Giovanni Paolo II al Sacro Monte di Varese, Nicolini editore.
Intervengono Gianni Spartà e Rino Nicolini.

La dipartita di papa Wojtyla ha dato spunto per questa pubblicazione a ricordo della sua visita fatta il 2 novembre 1984 al Sacro Monte di Varese. Le tappe di questo pellegrinaggio alla via sacra vengono ripercorse sfogliando le pagine del libro, con l'immagini di quell'evento, accompagniati da testi significativi e pregnanti di riflessioni. E' un volume per ricordare a tutti i varesini un uomo grande e un evento indimenticabile attraverso le fotografie scattate da Giorgio Lotti, Carlo Meazza, Vivi Papi, Arturo Mari, Paolo Zanzi e i contributi firmati da Pasquale Macchi, Giorgio Basadonna, Carlo Cremona, Gianni Spartà, Luigi Zanzi, Dionigi Tettamanzi e dalle Romite Ambrosiane del Sacro Monte.

h.18.00
Hartmut Eckstein - W.Elisa Gerbig, Paesaggi poetici. Immagini dell'Insubria. Con poesie di Renato Tadini. Intervengono gli Autori, Eugenio Giustolisi e Renato Tadini In collaborazione con l'Associazione culturale Carlo Nasoni.

La natura, la vita, l'abitato, il giorno sono momenti che l'uomo scorre in un attimo della sua esistenza. Osservando le immagini che Eckstein ci propone, si comprende come questo nostro mondo è di una bellezza e di una varietà unica. La natura è alla portata di tutti, la sua bellezza la si può ammirare ovunque. L'autore ci porta a scoprire paesaggi che solo la natura sa creare e che solo l'abilità del fotografo sa cogliere. Le immagini fotografiche di questo libro possono stimolare molte nostre sensazioni- la vista, il tatto, il gusto, l'udito- perché le fotografie che si possono vedere, sanno eccitare quasi tutte le sensazioni.

Hartmut Eckstein, nato nel 1954 a Bottrop (Germania), si è laureato in matematica e scienza politica all'università di Marburg.
Dal 1995 a 2004 ha insegnato matematica e storia alla Scuola Europea di Varese. Da tanti anni si occupa della fotografia della natura. Il suo stile è influenzato dai fotografi degli Stati Uniti come David Muench. Nel 2002 ha pubblicato la prima edizione del libro fotografico Paesaggi poetici. Immagini dell'Insubria e nel 2003 Ciao Bella-Immagini dei viaggi in Italia.
Nel 2004 si è dedicato alla ricerca fotografica nei Parchi Nazionali d'Italia. La nuova edizione del Paesaggi Poetici è il risultato della collaborazione con la moglie W. Elisa Gerbig e della sua capacita coordinativa e comunicativa.

Ore 21.00
Recital Anima, sii come la montagna. Itinerari d'ascensione nella letteratura europea d'ogni tempo di Silvio Raffo.

Musica e testi si fondono in un reading orchestrato attingendo a pagine celebri e poco note di autori che hanno segnato la storia della letteratura continentale. Guideranno gli itinerari brani di Francesco Petrarca (Ascensione al Mont Ventoux), Cino da Pistoia (Io fui sull'alto e sul beato monte), Torquato Tasso (L'ascensione al Monte Oliveto), Pietro Metastasio (La neve è alla montagna), Anne Bronte (Vento del Nord), Emily Bronte (da Cime tempestose: Portami l'erica), Emily Dickinson (Scalando il Chimborazu), Hermann Hesse (Montagnola), Antonia Pozzi (Anima, sii come la montagna, Sogno sul colle), Mario Luzi (L'ultima poesia) e Sivio Raffo (Sacro Monte, discesa).

Sivio Raffo, oltre che poeta, romanziere, drammaturgo, è il più fecondo traduttore di poesia inglese in Italia.
Ha tradotto Emily Dickinson (1200 testi), Dorothy Parker, Edna St. Vincent Millay, Emily Bronte, Cristhina Rossetti, Oscar Wilde.

DOMENICA 29 MAGGIO
Ore 18.00

Luciano Erba, L'altra metà, Edizioni San Marco dei Giustiniani. Intervengono l'Autore e Silvio Aman. In collaborazione con la Società Dante Alighieri.

Quest'ultima raccolta di Luciano Erba, costituita da 24 poesie inedite, riflette il momento in cui alla sua produzione poetica si è riconosciuto uno spazio significativo nella poesia italiana del secondo Novecento, superando l'apparente minimalismo del poeta. Le liriche ripercorrono il tema del viaggio che alterna realtà, allegoria e fantasia. "E'un viaggio dell'io, ma non manca il corale dei pellegrini, oppure la fantasia del gatto archeologo, in viaggio tra le monumentali rovine di Roma a captare "la voce delle pietre", ovvero della memoria ancestrale di quei luoghi vissuti," come chiaramente afferma Stefano Verdino proprio nella prefazione al libro.

Luciano Erba, nato a Milano, dove vive, si laurea alla Cattolica nel 1947 in lingua e letteratura francese e ne diventa docente e critico universitario. Inizia la sua attività poetica negli anni Cinquanta, cercando rifugio dall'assurdità della civiltà consumistica nelle memorie dell'infanzia e nelle orme di un mondo perduto. Con Piero Chiara cura la pubblicazione della prima antologia della poesia del dopo guerra intitolata Quarta Generazione.
La giovane poesia 1945-1954.
Tra le sue produzioni poetiche ricordiamo Linea K del 1951, in cui la lettera assente dall'alfabeto italiano indica una realtà inesistente; Il bel paese del 1955 che allude ironicamente a una Lombardia perduta; Il prete di Ratanà del 1959 e Il male minore del 1960, che riassume la prima fase della ricerca poetica di Erba. Due raccolte, vincitrici del premio Viareggio, sono Il prato più verde e Il nastro di Moebius, entrambe intrise di accenni a riferimenti autobiografici, sullo sfondo di un paesaggio lombardo inteso come squarcio d'anima, come momento essenziale di una narrazione interiore. Un poeta di grandi qualità come si vede anche nelle successive raccolte che gli valgono molti premi: il premio Bagutta per Il tranviere metafisico nel 1988, l'anno dopo il Montale-Librex per L'ippopotamo e il P.E.N. Club per L'ipotesi circense nel 1995.

Silvio Aman, critico letterario e poeta, si è occupato di poeti e narratori italiani, fra i quali Giampiero Neri, Giancarlo Buzzi, Alfonso Gatto, Robert Walser. Con Roberto Taioli ha pubblicato Il cerchio aperto, conversazione con il poeta Luciano Erba (Città di vita, Anno VIX, n. 6, Firenze, 2004). Sue poesie sono presenti in diverse antologie. Ha diretto l'annuario Hesperos (Milano, La Vita Felice), il cui secondo numero, nel 2001, è stato interamente dedicato a poeti e scrittori svizzeri di lingua tedesca, francese, retoromancia e italiana.

Ore 21.00:
Alessandro Piperno, Con le peggiori intenzioni, Mondadori. Interviene l'Autore. Introduce Mauro Novelli.
Questo romanzo racconta la storia dei Sonnino, una facoltosa famiglia di ebrei, dallo sregolato, eccessivo, formidabile nonno Bepy al disorientato, perplesso, sgangheratissimo nipote Daniel, attraversando una folla di personaggi ebrei e 'chiusi' (non ebrei, nel gergo degli ebrei romani), che insieme compongono l'affresco più completo, magmatico, spietato dell'alta borghesia romana che si sia letto dopo Moravia. Le avventure dei giovani e dei vecchi, dei nobili e dei parvenu, dei ricchi e dei falliti si mescolano di festa in festa, di scandalo in scandalo, di pettegolezzo in pettegolezzo. Ma non tutto è danza, minuetto, gioco elegante di società, perché, dietro, premono i drammi del secolo: il terrorismo, la guerra, l'insensata violenza della storia.
Alessandro Piperno nasce a Roma nel 1972, secondogenito di una coppia mista formata da un ebreo e una cattolica. Trascorre tutte le estati dell'infanzia e dell'adolescenza in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Per deformazione familiare viaggia moltissimo ed è costretto a praticare numerosi sport, dai quali finalmente riesce a scampare il 27 novembre 1995 in seguito a una rovinosa caduta da cavallo. Insegna letteratura francese a Tor Vergata.
Collabora con le riviste Paragone, Nuovi Argomenti e Sincronie. Ha scritto il volume Proust Antiebreo (Franco Angeli, 2000) e entro il 2005 dovrebbe pubblicare, sempre da Franco Angeli, il saggio I demoni reazionari.
Da Baudelaire a Valery.

Mauro Novelli insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università degli Studi di Milano. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Per la Mondadori ha curato il Meridiano Storie di Montalbano di Andrea Camilleri e per la medesima collana sta preparando il volume che raccoglierà tutti i romanzi e una scelta di racconti di Piero Chiara.

LUNEDI' 30 MAGGIO
Ore 10.00:
La magia del colore, laboratorio a cura di Baba-umpa con Francesca Archinto, pedagogista e Cristina Brambilla, autrice di libri per ragazzi, ispirato dal libro Il mago dei colori di Arnold Lobel.

Poca acqua, tanta carta velina e la voglia di giocare insieme: i bambini ballano sopra un lenzuolo bianco e "magicamente" scoprono tutto il bello di un mondo a colori.

Fascia d'età 2/3 anni

Ore 18.00:
Incontro con Andrea Spiriti (Università dell'Insubria), Pierfrancesco Mazzucchelli detto il Morazzone (1573-1626). Problemi e proposte.

L'interesse per la storia dell'arte lombarda di primo Seicento ha subito negli ultimi anni una fase di accelerazione: in tale contesto ha un ruolo nodale la rinascita di studi su Pierfrancesco Mazzucchelli (1753-1626), che dal borgo d'origine della sua famiglia e forse suo trasse il soprannome di Morazzone con cui è universalmente noto.
La fama moderna di questo pittore è stata codificata nel 1962 dalla grande mostra varesina, a cura di Mina Gregori, a lui dedicata.
Protagonista di quella Milano spagnola dominata dalla figura dell'arcivescovo Federico Borromeo, Morazzone è presente nelle grandi imprese cittadine (dai Quadroni di San Carlo al Tribunale di Provvisione), ma il meglio della sua opera si trova altrove: a Varese (il ciclo del Rosario e la pala della Maddalena nel Duomo), a Como (il ciclo mariano in Sant'Agostino, lo stendardo di Sant'Abbondio nel Duomo, la pala della Trinità), ad Arona (il ciclo mariano nella Collegiata), a Rho (la cappella di San Giorgio nel Santuario) e soprattutto nei Sacri Monti.
A Varese come a Varallo Sesia e ad Orta la sua formazione manieristica, i ricordi della Roma di Caravaggio, la conoscenza della pittura veneta, l'apertura al Barocco coesistono in una cifra di originale, drammatica intensità, che spiega il successo dell'artista alla corte dei Savoia come in quella dei Farnese, e il suo ritorno collezionistico a Genova come a Roma.
Il 2003 ha visto due occasioni di studio importanti: la giornata di studi realizzata a Morazzone, e la pubblicazione della monografia di Jacopo Stoppa. Nel 2004 l'edizione degli atti della giornata di studi ha consentito di fare il punto su una serie complessa di problemi: la presenza dell'artista nelle grandi città d'arte italiane; il nesso fra committenza e iconografia; le novità interpretative derivanti dai restauri.

Andrea Spiriti è docente di Storia dell'Arte moderna presso l'Università dell'Insubria. I suoi interessi di studio vertono principalmente sull'arte lombarda di età barocca, sui rapporti culturali fra Milano e Roma, sui nessi fra collezionismo, committenze e scelte iconografiche, sulla dialettica fra centri e periferie.

Ore 21.00:
Incontro con Luciano Caramel , Renato Guttuso. Opere della Fondazione Pellin

Il catalogo esce a corredo della mostra che la Fondazione Antonio Mazzotta ha presentato da gennaio a marzo 2005 a Milano e che attualmente è ospitata al chiostro del Bramante di Roma.
Il catalogo, curato da Enrico Crispolti, documenta la grande collezione di opere di Renato Guttuso che Francesco Pellin, industriale varesino, ha raccolto e riunito nella Fondazione Pellin.
Nel catalogo, arricchito da interventi di Luciano Caramel, sono raccolti i dipinti e i disegni che rappresentano un osservatorio privilegiato per ricostruire l'itinerario artistico, intellettuale e morale di Guttuso.
I dipinti di Guttuso, tutti rappresentati con immagini a pagina piena e affiancati da schede di commento, sono suddivisi in sezioni cronologiche: Gli anni della formazione (fra i Venti e i Trenta); Il "realismo espressionista" (i primi anni Quaranta), Un "postcubismo" narrativo (i secondi anni Quaranta); Dal "realismo sociale" al "realismo esistenziale", al "realismo della memoria" (gli anni Cinquanta e Sessanta); Il "realismo allegorico" (gli anni Settanta e Ottanta).
Alla sezione sui disegni seguono gli apparati: le schede tecnico-storiche, la vicenda biografica corredata da ampia documentazione fotografica e la bibliografia essenziale e ragionata.

Luciano Caramel è nato a Como nel 1935. Docente di Storia dell'arte contemporanea e direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte presso le sedi di Milano e Brescia dell'Università Cattolica, è rinomato critico e storico d'arte. I suoi studi spaziano dalla pittura e scultura della Scapigliatura e di Medardo Rosso, all'architettura futurista, all' analisi dei razionalismi e concretismi, e all'arte italiana negli anni '60 e '70. Tra i numerosi riconoscimenti citiamo il Premio Imola per la critica d'arte nel 1994 e il Premio Penisola Sorrentina per la critica d'arte nel 2003.

MARTEDÌ 31 MAGGIO
Ore 18.00:

Incontro con Alberto Bertoni e Raffaella Ganna, Scultura lignea rinascimentale al Sacro Monte.
In collaborazione con il liceo artistico Frattini.

Nella sala Bertarelli del Castello Sforzesco di Milano lo scorso marzo si è tenuta una giornata di studi, di cui uscirà prossimamente la pubblicazione contenete gli atti del convegno, dedicata ad alcuni capolavori della scultura lignea rinascimentale tra cui spiccano i quattro rilievi un tempo parte dell'altare maggiore di Santa Maria del Monte sopra Varese.
Il convegno è stato l'occasione per riportare le vicende artistiche della basilica del Sacro Monte in epoca sforzesca al centro dell'attenzione e degli studi.
Interessanti novità sono emerse in relazione alla fabbrica che interessò questo edificio sacro sia dal punto di vista architettonico che scultoreo, confermando il ruolo di primaria importanza di questo cantiere.

Raffaella Ganna e Alberto Bertoni, entrambi storici dell'arte, svolgono da anni ricerche relative al patrimonio artistico presente in provincia di Varese, in particolare in merito al periodo medievale/rinascimentale.
Hanno pubblicato i loro studi su riviste scientifiche e hanno curato la realizzazione di alcune monografie relative a monumenti, località ed artisti significativi del territorio.

Ore 21.00:
Recital Con lo sguardo di Testori. Tra il sacro e i sacri monti. Percorso tra parole musica e immagini.
Elaborazione drammaturgia di Silvia Trasi.

Il recital vuole essere un piccolo viaggio tra alcune delle pagine più intense di uno dei più grandi artisti del 900, Giovanni Testori.
Un viaggio che toccherà i punti della produzione testoriana legati proprio al tema del sacro, della ricerca di Dio e della fede, temi molto cari a Testori, che trovano nei suoi testi un'importante testimonianza.
Il nostro viaggio comincerà con Interrogatorio a Maria, e, attraverso la lettura di altri testi, in un immaginaria salita per le cappelle dei sacri monti, si chiuderà sempre con brani dedicati alla figura di Maria, vista da Testori come porta disserrata, speranza disarmata, cima altissima e innevata.

Andrea Chiodi, allievo di Piera degli Esposti, ha approfondito sotto la sua guida le conoscenze tecniche espressive che lo hanno portato all'allestimento delle spettacolo Da che verso prendere la commedia. Ha lavorato con il quartetto del Teatro alla Scala di Milano per l'allestimento delle Ultime sette parole di Cristo di Hayden.

MERCOLEDI 1 GIUGNO
h.18.00:

Angelo Crespi, Contro la Terza Pagina, Biblioteca di via Senato Edizioni.
Intervengono l'Autore e Armando Torno. Introduce Roberto Caielli.
La cosiddetta Terza pagina è, per antonomasia, la pagina culturale. La pagina colta del quotidiano. Il fatto è che oggi la "Terza" non esiste più: oppure, se esiste, risulta trasformata al punto tale da assumere tratti che, se comparati a quelli originari, risultano pressoché irriconoscibili. Un originale contributo al dibattito su questo tema arriva da Angelo Lorenzo Crespi con il suo Contro la Terza Pagina edito dalla milanese Biblioteca di via Senato - Edizioni. Oltre a dirigere il settimanale il Domenicale, Crespi insegna Storia del giornalismo all'Università cattolica di Milano. In quanto storico del giornalismo, della Terza racconta evoluzioni ed involuzioni dalla nascita fino ai giorni nostri; come operatore culturale e scrittore, egli propone prospettive in cui la qualità dell'analisi va a braccetto con riflessioni sintetiche interessanti, come ad esempio quelle che occupano la parte finale dedicata al ruolo dell'intellettuale contemporaneo. Quella di Crespi è una critica, senza dubbio: ma non rappresenta l'ennesima condanna della povertà culturale presente sui quotidiani, né l'ennesimo De Profundis intonato ai "bei tempi che furono". Essere "contro" la Terza pagina, per non significa essere contro la cultura, né far scorrere i grani dell'ennesimo quanto inutile rosario di lamentazioni: in tal senso, il titolo del pamphlet più che programmatico, è provocatorio.
Angelo Lorenzo Crespi è nato a Busto Arsizio nel 1968. Laureato in Legge, giornalista professionista, ha collaborato alle pagine culturali de Il Foglio e de Il Giornale. Docente di Storia del giornalismo presso l'Università Cattolica di Milano, dal 2002 è direttore del settimanale di cultura "il Domenicale". Il suo ultimo libro "Contro la Terza Pagina" (BvS editore, 2004) è una dura e dissacrante requisitoria contro i mali e i vizi del giornalismo culturale italiano.

Armando Torno editorialista del Corriere della Sera, ha diretto per oltre 10 anni, chiamato da Gianni Locatelli, l'inserto culturale del Sole 24ore. Ha lavorato al Giornale con Indro Montanelli.
Espero di musica, tiene una rubrica settimanale su Radio 24 dedicata alla classica dal titolo "Musica Maestro".
Tra i suoi ultimi libri, tutti pubblicati da Mondadori, "Mozart a Milano" (2004), "La moralità della violenza. Considerazioni sul male della storia" (2003), "Le virtù dell'ozio" (2002)

Ore 21.00

Concerto conclusivo La Via del Cielo con il coro e l'orchestra Ars Cantus diretta da Giovanni Tenti.
Il concerto si terrà in piazza Repubblica (in caso di maltempo nel Teatro Apollonio)

Ars Cantus è un'associazione culturale senza scopo di lucro fondata il 10 dicembre 1987 a Varese si propone di sviluppare e diffondere i valori della musica classica ed in particolare di quella italiana e di quella sacra; i valori della formazione artistico-musicale dei giovani nella società e nella scuola.
Tali scopi vengono perseguiti promuovendo tutti i possibili contatti e collaborazioni da un lato con le pubbliche istituzioni, dall'altro con le istituzioni diocesane.
L'associazione realizza ciò attraverso il proprio coro e la propria orchestra, formati entrambi in prevalenza da giovani; con la presentazione del coro e dell'orchestra privilegiando il pubblico giovanile; fornendo le proprie competenze tecniche laddove richieste, con particolare attenzione ai cori operanti nel territorio.
Fondamentale importanza ha nel coro e orchestra Ars Cantus la vita di gruppo, per creare un contesto nel quale i valori della Musica eseguita possano emergere vivi ed essere riconosciuti dallo spettatore. L'organico conta attualmente circa 200 elementi. Il coro e l'orchestra in diciassette anni hanno tenuto oltre 360 concerti.

Programma del concerto:

Prima Parte:

Modest Mussorgskij (1839-1881)

Una notte sul Monte Calvo.

Quadro sinfonico Giuseppe Verdi (1813-1901)

Nabucco Sinfonia
La forza del destino Sinfonia

Seconda Parte:

Francesco Spagnoli Rusca (1632/4-1704)

Salve, Regina

Giuseppe Verdi (1813-1901)

La Vergine degli Angeli da La forza del destino

Pietro Mascagni (1863-1945)

Regina coeli laetare / Inneggiamo, il Signor non è morto dalla Cavalleria rusticana

John Williams (1932-viv.)

La via per il cielo

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