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News
10 giugno 2009
Lavori di primavera al Sacro Monte di Varallo
La Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Varallo ha avviato e consolidato l’esperienza della manutenzione ordinaria dei tetti e dei canali di gronda e pozzetti delle cappelle.
L’Italia ha un patrimonio artistico pari al 50% di quello mondiale, o al 30% o al 60%. Se ne discute. Sia come sia, ha una fetta molto rilevante delle ricchezze artistiche dell’intero globo. Ma ne conseguono gioie e dolori.
La manutenzione dei beni culturali comporta una notevole spesa. Occorrerebbe evitare i restauri, molto costosi e anche traumatici per le opere, e fare “prevenzione”. Il che costa molto meno ed è forse la sola strada per conservare un patrimonio di grande entità.
Niente di nuovo sotto il sole. Una volta non si usavano termini roboanti, ma un’economia molto attenta all’uso delle risorse portava ad assidue cure per la manutenzione dei beni. Lo sapevano bene i vescovi, quando avevano in cura il Sacro Monte di Varallo. Il vescovo Tornelli, a metà Seicento, emanava per il Sacro Monte di Orta (che forse era allora più malconcio di quello di Varallo) istruzioni puntuali (e obbligatorie) sulla manutenzione ordinaria dei tetti, che voleva eseguita con regolare periodicità, su tutte le cappelle. I vescovi erano consapevoli che se fosse entrata dell’acqua attraverso le coperture, avrebbe danneggiato irreparabilmente gli affreschi interni con conseguenti ingenti spese.
La Riserva del Sacro Monte di Varallo, che deve mantenere centinaia di metri quadrati di coperture (e di dipinti sottostanti), ha ripreso quest’antica tradizione. In primavera e nel tardo autunno un artigiano “beolista” qualificato procede alla verifica a tappeto delle coperture delle cappelle.

I tetti del Sacro Monte di Varallo sono i tipici tetti in beola alla valsesiana: sulla struttura lignea (la travatura), sui cui è poggiato un tavolato, sono poste delle lastre in pietra locale, dette “beole”. La tenuta del tetto è garantita dalla corretta sovrapposizione delle beole, che stanno ferme grazie al loro peso. Se sono ben posate possono resistere anche per secoli. Posare un tetto in beole richiede estrema perizia: vuol dire realizzare bene la struttura lignea, allineare le lose sulle tavole di castagno (che vanno posate a gradoni perché le lastre in pietra non scivolino), scegliere beole che non abbiano cavità sulla superficie ove potrebbe ristagnare l’acqua, scheggiarle accuratamente in modo che l’acqua defluisca correttamente e mille altri trucchi di mestiere. È fondamentale garantirsi per questo lavoro artigiani qualificati.

La Riserva, dopo aver proceduto alla manutenzione straordinaria dei tetti di buona parte delle cappelle del Sacro Monte, ha avviato e consolidato l’esperienza della manutenzione ordinaria dei tetti e dei canali di gronda e pozzetti delle cappelle.
Dopo un’ abbondante nevicata, infatti, qualche corso di beole può scivolare verso il basso. Foglie e detriti vegetali possono intasare i canali di gronda, ove viene convogliata e allontanata l’acqua, un ramo caduto può spezzare la beola sottostante. Perciò dopo le nevicate, in primavera, e poi dopo la caduta delle foglie, nel tardo autunno, vengono controllati e puliti manto e canali di convogliamento delle acque, per essere sicuri che i tetti tengano e che l’acqua defluisca correttamente. Se fuoriesce dai canali, ruscella sull’intonaco esterno e può provocare danni alle murature o anche agli affreschi interni. L’artigiano beolista immette acqua nei canali e verifica che al piede della muratura l’acqua scorra e che i pozzetti siano puliti. Sostituisce le beole rotte, sistema i corsi che hanno subito scorrimenti. In caso di piogge molto abbondanti, come è avvenuto nelle scorse settimane, percorre i sottotetti ispezionabili (quelli che consentono il passaggio di una persona) per verificare se ci sono anche solo piccole infiltrazioni di acqua. Poi interviene per i rimedi necessari: sigillare un faldale, controllare la tenuta dei serramenti del lanternino.

Queste cure sono necessarie e sufficienti per quei tetti (la maggior parte) che sono in buone condizioni. Fa eccezione qualche caso, come quello del complesso di Nazaret e della cappella delle Tentazioni, fra i più antichi del Sacro Monte, che necessitano di manutenzione straordinaria urgente. Per fortuna, su questi e su altri due tetti meno gravi, è imminente un intervento del Comune di Varallo con fondi regionali.
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(n.14 del 02/04/2009)

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