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News
05 maggio 2009
Il Sacro Monte, modello di città ideale
Il Sacro Monte di Varallo è stato scelto dalla Facoltà di Architettura di Milano come sede di uno stage internazionale legato ad un progetto che si propone di insegnare a progettare in armonia e nel rispetto del paesaggio.
Il Sacro Monte di Varallo, sito UNESCO dal luglio 2003, è visitato oggi (e già da secoli) per motivi religiosi e per interesse artistico. È un luogo di arte e di fede, ma anche un singolare giardino pubblico e ancora una sorta di piccola città storica con le sue strade e le sue piazze, quella civile e quella religiosa, per fortuna risparmiate dal traffico automobilistico, dal caos e dal rumore delle città vere. Una città ideale in cui armoniosamente convivono architettura e natura in un singolare equilibrio.
Proprio questa sua caratteristica ha attirato la seconda Facoltà di Architettura di Milano, che lo ha scelto come sede di uno stage internazionale legato ad un progetto che si propone di insegnare a progettare in armonia e nel rispetto del paesaggio. Il contatto è nato l’anno scorso, con la collaborazione avviata dal Direttore della Riserva regionale del Sacro Monte con la seconda Facoltà di Architettura di Milano, sfociato allora nella realizzazione dei modellini plastici di tutte le cappelle del Sacro Monte e nella mostra che a maggio li ha visti esposti nella piazza della Basilica. Il lavoro è proseguito in uno scambio di proposte e stimoli per continuare a fare del Sacro Monte di Varallo un grande laboratorio. Il risultato è che a luglio quarantotto studenti di Architettura, italiani, austriaci, slovacchi e rumeni, guidati da quindici docenti, raggiungeranno Varallo nell’ambito di un progetto di cooperazione comunitaria e vi si fermeranno una dozzina di giorni.

Gli studenti e i professori del Politecnico di Milano, dell’Università della Carinzia, di Bucarest e di Lubiana vivranno al Sacro Monte e lo prenderanno, in un certo senso, a modello per progettare in armonia con il paesaggio nuove strutture in Valsesia. Dal Monte si sposteranno ad esaminare e progettare soluzioni di integrazione fra strutture e infrastrutture e paesaggio (il tema del progetto è : “la città verde, strategie per le progettazioni future del paesaggio urbanizzato”), che volendo potranno divenire utili spunti di riflessione per la comunità valsesiana. Verranno presi contatti con un paio di Comuni, per realizzazioni mirate, d’intesa con le amministrazioni. Non si tratterà certo di progetti esecutivi, ma l’interazione sarà senz’altro stimolante. Dunque ancora il Sacro Monte che fa scuola, questa volta su di un tema apparentemente inconsueto, quello della città ideale e dell’armonia paesaggio e costruito.

Il carattere urbano del Sacro Monte di Varallo è una sua caratteristica peculiare, che lo distingue dagli altri Sacri Monti ed è il frutto di una particolare tappa evolutiva della storia del complesso, quando progettista fu l’architetto perugino Galeazzo Alessi (1565-1569 ca.) e grande sponsor del piano di radicale trasformazione del Sacro Monte caro a padre Bernardino Caimi e a Gaudenzio Ferrari fu Giacomo d’Adda, ricco finanziere milanese. Fu Galeazzo a concepire il Sacro Monte come un luogo di delizie, di piacevolezza dei sensi e dello spirito, di meraviglia e stupore. E fu ancora lui a progettarlo come una città tardorinascimentale, la città sacra di Gerusalemme, copiata dalla Gerusalemme storica, celeste e ideale, ma anche luogo urbano di raffinata progettazione architettonica, da popolarsi con tempietti classicheggianti, una nuova Sforzinda, evocante il tema della città ideale caro agli architetti del rinascimento. Una città complessa, quella sognata da Alessi, in cui gli spazi urbani con ricercati edifici a pianta centrale, con loggiati e porticati, con monumenti, fontane, giochi di acqua, si rapportavano armoniosamente con spazi verdi incontaminati (il bosco naturale del “Vallone dell’Inferno”) e con aree a giardino concepite secondo la voga del giardino all’italiana, con vialetti pedonali e siepi dalle forme particolari.

Il progetto dell’Alessi, pur fortemente ostacolato dai frati e per questo presto abbandonato, ha lasciato un’impronta indelebile nel Sacro Monte di oggi, soprattutto nel rapporto fra spazi urbani, cappelle, vegetazione e giardino, marcando definitivamente l’equilibrio paesaggistico del Sacro Monte di Varallo, formato dall’armonico rapporto di cappelle e vegetazione. Lo ha capito la Regione Piemonte che ha creato nel 1980 la Riserva Naturale Speciale per conservare il Sacro Monte per intero, cappelle e ambiente circostante. Lo hanno ben presente gli studiosi di storia dell’architettura. E il tema ritorna oggi di attualità: una città ideale progettata in armonia con il paesaggio che quattro stati diversi d’Europa vengono a studiare e prendere a modello.
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Testata giornalistica registrata al Tribunale di Torino
(n.14 del 02/04/2009)

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