English Italiano Francais Deutsch Espanol  
Accesso alla Banca dati
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
 
 
News
09 marzo 2009
Nuovo restauro al Sacro Monte di Varallo
La Riserva Naturale del Sacro Monte di Varallo si appresta ad effettuare il restauro della cappella dedicata al mistero del Primo sogno di Giuseppe. L’edicola fa parte del complesso di Nazaret, uno dei più antichi del Sacro Monte.

La Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Varallo, grazie al contributo della Fondazione della Banca Popolare di Novara, si appresta ad effettuare il restauro della cappella dedicata al mistero del Primo sogno di Giuseppe, più conosciuto come la Madonna che cuce. Una scena intima e raccolta che mostra l’interno dell’abitazione, con la Madonna intenta alle attività domestiche (mentre cuce) e Giuseppe a cui, mentre riposa, appare l’angelo che gli rivela la maternità divina di Maria. La cappella fa parte del complesso di Nazaret, uno dei più antichi del Sacro Monte di Varallo.

L’edicola ha una storia singolare. Era uno dei bracci del portico che cingeva la casa della Madonna, ove era raffigurata l’antica Annunciazione. Nel tempo, i pellegrini che giungevano a piedi al Sacro Monte dopo un lungo e talora estenuante percorso, lo sceglievano come luogo riparato e coperto, immediatamente vicino alla porta di ingresso del complesso devozionale, per riposarsi e rifocillarsi.
Il vescovo Carlo Bascapè, uomo di chiari principi, ma anche di grande pragmatismo, decise di chiudere quel portico per evitare che la gente lo utilizzasse per scopi profani e vietò, pena la scomunica, che lì si facessero “bivacchi e mangiamenti” e probabilmente anche si bevesse. Ma, contestualmente, fece iniziare la costruzione, subito fuori dalla porta e dalle mura, quindi nell’area non religiosa, di un ospizio per pellegrini (che con le dovute modifiche corrisponde all’attuale Albergo del Sacro Monte).
Il portico chiuso venne trasformato in cappella, destinata ad ospitare, nel primo Seicento, la scena del Primo sogno di Giuseppe, nel nucleo di Nazaret che raduna le tappe della vita della Madonna prima della nascita di Gesù. Le pareti della cappella vennero decorate, su indicazione del vescovo, con finte tappezzerie, a fingere l’interno di una casa, ad opera probabilmente di una bottega tardo gaudenziana (le pitture furono rifatte all’inizio del Novecento) e lo statuario Giovanni d‘Enrico plasmò le figure in terracotta. Le statue furono esposte nel 1972 alla mostra del Seicento lombardo a Milano.
Archivio News

    Credits    Mappa del sito    Cookie Policy

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Torino
(n.14 del 02/04/2009)

Sacrimonti.net UNESCO PROGETTO INTERREG ITALIA SVIZZERA Beni Culturali REGIONE LOMBARDIA Regione Piemonte