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News
07 gennaio 2008
Natività nei Sacri Monti
A conclusione della mostra fotografica “Natività nei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia”, proponiamo un interessante articolo di Enrico Massone contenuto nel numero 10 del 2007 della rivista “Piemonte Parchi”.
A conclusione della mostra fotografica Natività nei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, realizzata dall’architetto e fotografo Pier Ilario Benedetto, proponiamo un interessante articolo di Enrico Massone contenuto nel numero 10 del 2007 della rivista “Piemonte Parchi”.


Natività nei Sacri Monti
testo di Enrico Massone

Italiane e francescane sono le origini che accomunano presepi e sacri monti. Il poverello d’Assisi ebbe l’idea di rappresentare la natività di Gesù e nella notte di Natale del 1223, a Greccio, un paesino dell’alto Lazio, si realizzò il primo presepe vivente. Varallo, prototipo dei sacri monti, fu edificato sul finire del Quattrocento, dal frate francescano Bernardino Caimi, per far memoria dei luoghi e degli episodi salienti vissuti da Cristo. L’intreccio fra l’evento della natività e la sua rappresentazione scenica, è alla base di questo singolare invito a visitare i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Muoversi in modo mirato in un sacro monte alla ricerca di cappelle, affreschi e gruppi statuari che narrano la nascita di Gesù, della Madonna o dei santi: ecco la novità della proposta. Invece di percorrere in modo tradizionale l’itinerario devozionale seguendo il tracciato preordinato, ci concentriamo sulle immagini specifiche che descrivono il momneto della natività. Si tratta di un cammino culturale e religioso, che induce a riflettere sull’avvenimento e a cogliere particolarità e differenze, affinità, cenni e richiami; un percorso fisico, mentale e spirituale, che pone l’intero sacro monte in una prospettiva di dialogo e confronto con gli altri simili complessi. Il nostro viaggio inizia con la visita alla “Camera dei tre laghi”, ossia la riproduzione della stanza dove nel 1538, nacque S. Carlo Borromeo. Situata all’interno della chiesa barocca di Arona, costruita per coronare il progetto del Sacro Monte (non incluso nel sito Unesco), la “Camera” è formata da tre ampie aperture che si affacciavano sul Lago Maggiore e da una serie di armadietti a muro con ante lignee scolpite, in cui si conservano le reliquie del santo. Il tono narrativo, sobrio e toccante, del gruppo di statue della prima cappella del Sacro Monte d’Orta, è frutto della maestria di Cristoforo Prestinari e Dionigi Bussola, che nel XVII secolo, in una ben orchestrata trama di analogie e verosimiglianze, raffigurarono la nascita di S. Francesco in una stalla. Il rimando alla natività di Cristo è immediato. Crea ed Oropa, mostrano invece il contrappunto fra la nascita di Gesù e quella della Madonna. La ‘Cappella reale’ del Sacro Monte di Crea, dedicata alla natività di Maria, in bella posizione sul piazzale del santuario, fu eretta nel 1593 per volontà di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato. La vicenda rappresentata è carica di un forte impatto emotivo e si sviluppa nel scenografico spazio architettonico progettato da Giovanni Baronino, con statue di Melchiorre d’Enrico, Michele e Cristoforo Prestinari e affreschi di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Più tarda, la cappella 10 dedicata alla natività di Gesù, eretta nel recondito bosco collinare, pur conservando l’originario impianto rettangolare, porta tracce di rimaneggiamenti come la sostituzione della capanna con una grotta scavata nella roccia a fine Ottocento, l’aggiunta di sculture di De Dei e Brilla e affreschi di Francesco Nicora e Paolo Maggi. Artisticamente più semplici, ma permeati d’intensa delicatezza, i sacri episodi ricordati ad Oropa, sono inseriti in un ambiente montano suggestivo e affascinante, unico nel suo genere. Il presepe della cappella 11, uno dei più antichi del biellese, è popolato dalle statue di Pietro Auregio, mentre nella cappella 5 dedicata alla natività di Maria, alle creazioni secentesche di Francesco Sala e Carlo Serra, si aggregarono in seguito gli affreschi di Giovanni Galliari. La sacra scena della cappella 3 del Sacro Monte di Ossuccio, destinata alla nascita di Gesù, appare raccolta attorno a un nutrito gruppo di personaggi e animali, contornati da angeli. Le affinità di questo insieme plastico capace di suscitare una profonda tenerezza, con le opere del Sacro Monte di Varese, hanno indotto i critici ad attribuire le sculture al Prestinari. Nel presepe di Varese composto nella terza cappella da statue in terracotta di Marino Retti, il Bambin Gesù è posto su una vera mangiatoia in legno di castagno. Gli affreschi secenteschi sono di Carlo Nuvolone, autore anche del grande dipinto esterno, purtroppo deterioratosi e sostituito nel 1983, da un ampio murales di Renato Guttuso, raffigurante la fuga in Egitto. Nel Sacro Monte di Domodossola, lo spazio inizialmente destinato alla natività e all’adorazione dei Magi, fu trasformato nella cappella della Visione della Croce, che appare a Gesù sostenuta da due angeli in cielo, mentre a Ghiffa, nella cappella di S. Giovanni Battista, è rappresentato il battesimo di Gesù, un episodio che sancisce la proclamazione della missione terrena del Cristo da parte di Dio Padre e dello Spirito Santo. Il medesimo episodio è ricordato anche nella cappella 12 del Sacro Monte di Varallo. Qui troviamo l’antico Complesso di Bethlem (inizio del sec. XVI) articolato in un insieme di vani che comprendeno, tra l’altro, le cappelle della natività (6), adorazione dei pastori (7) e arrivo dei Magi (5). Il luogo è permeato di una grande forza evocativa per l’impressionante e fedelissima corrispondenza con gli spazi originali di Terra Santa in cui si svolsero i fatti. Nel 1520, Gaudenzio Ferrari realizzò le statue di Maria e Giuseppe per l’altare della natività di Gesù, mentre nella nicchia sottostante, proprio come nella basilica di Bethlem, una stella di marmo indica il punto in cui nacque Cristo.

A seguito dell’esposizione “Natività nei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia”, è stato realizzato il Catalogo della Mostra fotografica. Il volume si può acquistare sul sito ufficiale dei Parchi italiani


Per informazioni:
Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei
c/o Parco Naturale e Area Attrezzata del Sacro Monte di Crea
Cascina Valperone 1
15020 Ponzano Monferrato (AL)
Tel. 0039 0141.927120, fax 0039 0141.927800
E-mail: parco.smcrea@reteunitaria.piemonte.it
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