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News
14 settembre 2007
Convegno di spiritualità rosminiana ed esposizione di stampe al Sacro Monte di Ghiffa
Nel mese di settembre, il Sacro Monte di Ghiffa ospiterà il VI Convegno rosminiano, dal titolo “Clemente Rebora 1885-1957 nel cinquantenario della morte”, ed un' interessante mostra di stampe raffiguranti il variegato universo dell’iconografia dei Santi.
Nel mese di settembre il Sacro Monte di Ghiffa ospiterà due importanti eventi culturali.

In occasione del 350° anniversario della fondazione del Sacro Monte Calvario di Domodossola, il Centro di Spiritualità Rosminiana, in collaborazione con la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte e con il patrocinio della Provincia del Verbano Cusio Ossola e del Comune di Domodossola, organizza sabato 15 settembre alle ore 17.00 presso Sala Bozzetti il VI Convegno rosminiano dal titolo “Clemente Rebora 1885-1957 nel cinquantenario della morte” .
Interverranno Padre Umberto Muratore, Direttore del Centro Internazionale studi rosminiani di Stresa, e Giovanni Mussini dell’Università degli Studi di Pavia.
Con l’occasione saranno inoltre presentati gli atti del convegno dello scorso anno: “Il messaggio della Sindone a Torino e a Domodossola.” Seguirà rinfresco.

Dal 14 settembre al 4 novembre 2007 (nei giorni di venerdì, sabato e domenica), il Sacro Monte di Domodossola ospiterà la mostra "La devozione popolare nell'iconografia dei santi". L’esposizione è a cura di Marco Vinicio. Il catalogo è realizzato da Michele Dolz.
La mostra è costituita da 120 stampe con cornici originali rappresentanti stampe e litografie che raffigurano il variegato universo dell’iconografia dei Santi.
“Le grafiche religiose sono state un grande mezzo per la pietà e l’evangelizzazione. La xilografia, prima ancora dell’invenzione della stampa a caratteri mobili, poteva introdurre nelle case immagini simili a quelle venerate nelle chiese oppure illustrazioni del racconto biblico o agiografico, e a prezzo modico. (…) In Italia, nel Quattrocento, i centri di produzione maggiore furono Venezia e Milano. Vennero poi Ferrara e Firenze e, successivamente, Modena, Roma, Subiaco, Napoli. La stampa più antica di questo genere è la Madonna del Fuoco, di Forlì, scampata a un incendio nel 1428. La perfezione raggiunta dalla tecnica incisoria a partire dal XVI secolo moltiplicò i dipinti famosi in stampe, spesso di alta qualità. Da quel momento in poi è stato un crescendo e nel periodo delle immagini qui esposte (seconda metà dell’Ottocento) la carta stampata era ormai di uso comune. (…) Per quanto riguarda le opere in mostra, provenienti per lo più dalle valli ossolane, gli stampatori – fabbricanti d’immagini, amavano dirsi, alludendo proprio al carattere industriale della produzione – sono principalmente torinesi: Verdoni, di via San Tommaso 16; Molina, già Calimeri, in via San Tommaso 24; Cordey, in via della Basilica 36 o piazza della Consolata; Briola, di via San Francesco d’Assisi 22, che data nel 1861 una stampa di Sant’Andrea. Non manca il milanese Luigi Costantini, di via di Brisa 12, che stampava soggetti legati al territorio milanese. E ovviamente, per l’influenza politica e culturale, c’è qualche Francese, come in francese vengono riportate spesso le scritte. Sono lito-grafie incise quasi sempre da mani esperte. Venditori ambulanti giravano poi di paese in paese, di baita in baita con le celebri casséle di legno portate a tracolla, offrendo la loro devota merce.”
Testo tratto dall’introduzione al catalogo di Michele Dolz


Per informazioni:
Ente di Gestione della Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte Calvario di Domodossola
Borgata Sacro Monte Calvario n.5
28845 Domodossola (VB)
Tel.: 0324/24.19.76
E-mail: riserva@sacromontedomodossola.it
www.sacromontedomodossola.it
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