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News
29 giugno 2006
VIAGGIO DI STUDIO
Gerusalemme
DALLA RAFFIGURAZIONE ALLA REALTÀ

Il Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei
propone un Viaggio di Studio
dal 29 giugno al 6 luglio 2006
alla scoperta delle memorie, dei luoghi
e delle pratiche religiose all’origine della nascita e dello sviluppo
dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali cristiani.

Il Viaggio è organizzato da Brevivet, l’operatore turistico leader a livello nazionale nel
settore dei pellegrinaggi e del turismo culturale e religioso.

Il costo è di € 1.060,00 (minimo 25, massimo 40 partecipanti).
Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro il 10 maggio 2006 versando un acconto pari al 25% della quota di partecipazione.

Per iscriversi: www.brevivet.it

L’itinerario, a cura di Paolo Pellizzari, riprende i seguenti ambiti di interesse:

CICLO DI MARIA
- Vangeli Apocrifi e Dormizioni: loro apporto alla tradizione del Ciclo di Maria
- Giacchino e Anna e concepimento di Maria (Sefforis); natività di Maria, presentazione al tempio, sposalizio... (Gerusalemme: Sant’Anna e dintorni)
- Annunciazione (Nazaret), visitazione (Ain Karem), nascita di Gesù (Betlemme)...
- La deposizione e la Pietà (Santo Sepolcro), dormizione di Maria (Gerusalemme: Sion e Getsemani), assunzione e incoronazione di Maria

CICLO DI GESÙ
- Natività, pastori e magi... (Betlemme)
- Attività pubblica in Galilea (Lago, Cafarnao, Tabga, “monte” Tabor)
- Ultimi giorni e passione (Gerusalemme: Cenacolo, Orto degli Ulivi, Pretorio di Pilato, Via Dolorosa)
- Morte e risurrezione (Santo Sepolcro-Anastasi), ascensione (“monte” degli Ulivi), discesa dello Spirito santo (“monte Sion”)

DALL’EUROPA ALLA TERRA SANTA E DALLA TERRA SANTA ALLE DEVOZIONI E LUOGHI SANTI SOSTITUTIVI
- Pellegrini e pellegrinaggi: testimonianze e racconti; influsso su formazione e sviluppo di devozioni e complessi devozionali
- Tradizioni e identificazione dei luoghi santi
- Crociati: costruzioni (chiese di Sant’Anna, di Abu Ghosh...) e tradizioni
- Dai pellegrinaggi in Terra Santa ai pellegrinaggi sostitutivi
- Dai Monti santi in Terra Santa (Tabor, Sion cristiano, Calvario...) ai Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali
- Dalla Via Dolorosa alle Viae Crucis... (storia e tradizione nell’itinerario a Gerusalemme, evoluzione della pratica, in loco e in Europa...)

ISRAELE-PALESTINA IERI E OGGI
- La storia
- La terra: lago di Galilea, Valle del Giordano, Deserto, Mar Morto, Giudea...
- Il passato e il presente: Sefforis, Cafarnao, Qumran, Città Vecchia di Gerusalemme (Muro Occidentale, Spianata del tempio e moschee, Quartiere ebraico e quartiere musulmano...), Yad va shem, Abu Gosh
- L’arte e la cultura: Museo d’Israele, Museo dello Studium Biblicum Franciscanum,

Visite

Escursioni

Incontri
con specialisti (archeologi e storici) di Terra Santa: p. Michele Piccirillo, p. Eugenio Alliata.

PROGRAMMA

AD SIMILITUDINEM SANCTAE JERUSALEM

Un percorso culturale alle origini della devozione e della riproduzione simbolica dei Luoghi Santi

1° giorno: giovedì (29 giugno) - Bergamo - Tel Aviv - Nazareth (o Tiberiade)
Partenza per Tel Aviv. All’arrivo visita di Cesarea Marittima (salvo operativo aereo) e continuazione per la Galilea. Arrivo a Nazareth (o Tiberiade), sistemazione, cena e pernottamento.

2° giorno: venerdì (30 giugno) - Nazareth e dintorni: Gesù e la sua famiglia
Mattino
Visita di Sefforis, il villaggio di Gioacchino e Anna (gli Apocrifi e il “Ciclo di Maria”); salita al monte Tabor (il monte della Trasfigurazione di Gesù e uno dei “monti” della tradizione cristiana).
Pomeriggio
L’Annunciazione a Maria e i 30 anni di Gesù a Nazareth: basilica, fontana di Maria, museo Francescano (resti del villaggio, testimonianze delle varie epoche, resti crociati...).

3° giorno: sabato (1 luglio) - Lago di Galilea - Gerusalemme: Vita pubblica di Gesù
Mattino
I luoghi di Gesù attorno al lago di Galilea: visione d’insieme dal “monte” delle Beatitudini; a Tabga: il sito della Moltiplicazione dei pani e dei pesci; a Cafarnao: gli scavi dell’antica città, con sinagoga e casa di Pietro. Traversata del lago in battello. Pranzo in kibbutz ad En Gev.
Pomeriggio
Salita a Gerusalemme costeggiando Bet Shean (la Scitopoli dell’esilio di Eusebio di Vercelli) e lungo la valle del Giordano. Arrivo a Gerusalemme: panoramica sulla città e sistemazione in albergo.

4° giorno: domenica (2 luglio) - il Deserto di Giuda - Betlemme
Mattino
La vita nel deserto di Giuda: sosta presso Wadi Kelt per una panoramica sul deserto; visita di Qumran dove furono scoperti i Rotoli del Mar Morto. Sosta presso il Mar Morto. Sosta a Gerico.
Pomeriggio
Betlemme: la natività di Gesù (la grotta, i pastori, i magi, la strage degli innocenti): visita della basilica della Natività e del campo dei Pastori.

5° giorno: lunedì (3 luglio) - Gerusalemme
Mattino
visite: il “monte del Tempio”: muro del Pianto, Spianata del Tempio o delle Moschee, chiesa crociata di S. Anna (nascita di Maria, presentazione al tempio, sposalizio) e incontro di studio (Dalla realtà alla raffigurazione). Pomeriggio
Il “monte Sion”: i luoghi dell’Ultima cena e del Transito di Maria: Cenacolo e chiesa della Dormizione; Gallicantu; il quartiere ebraico.

6° giorno: martedì (4 luglio) - Gerusalemme: luoghi della Passione e della Risurrezione
Mattino
Incontro di studio (Dalla Via Dolorosa alla Via Crucis) e visite: museo dello Studium Biblicum Franciscanum, Via Dolorosa, basilica della Risurrezione con Calvario, pietra dell’unzione e Santo Sepolcro.
Pomeriggio
Il “monte” degli Ulivi: l’Ascensione, la grotta del Padre Nostro; discesa verso la valle del Cedron: Dominus Flevit, giardino degli Ulivi-Getsemani, tomba di Maria.

7° giorno: mercoledì (5 luglio) - Gerusalemme di ieri e di oggi
Mattinata libera
In alternativa, possibilità di visita del Museo d’Israele, del Santuario del Libro con i Rotoli del Mar Morto, del Modello di Gerusalemme antica...
Pomeriggio
Visita ad Ain Karem luogo della Visitazione. Il memoriale dell’Olocausto di Yad va shem. Giro panoramico della città moderna di Gerusalemme. Proseguimento per Nabi Samuil (il Mons Gaudii dei pellegrini e dei crociati).

8° giorno: giovedì (6 luglio) - Gerusalemme - Tel Aviv - Bergamo
Colazione. In mattinata visita della chiesa crociata di Abu Ghosh per. Trasferimento all’aeroporto di Tel Aviv per rientro in Italia.


MICHELE PICCIRILLO
(Incontro con specialisti)
OFM, Francescano della Custodia di Terra Santa, è archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Nato nel 1944, dal 1960 vive in Medio Oriente. E’ Direttore del Museo dello Studium Biblicum Franciscanum e professore ordinario di Storia e geografia biblica presso lo stesso Istituto. Dal 1973 dirige i lavori di scavo e di restauro del Memoriale di Mosè sul monte Nebo in Giordania. Dal 1986 ha iniziato lo scavo delle rovine di Umm al Rasar nella steppa giordana, identificata con la località storica di Kastron Mefaa. Come Presidente del Comitato scientifico nominato dal Ministero italiano per gli Affari Esteri, ha collaborato all’istituzione della Scuola per il restauro del mosaico antico (Giordania). Come supervisore scientifico ha collaborato a fondare un Workshop per il restauro del mosaico antico a Gerico, a favore dell’Autorità Palestinese.

EUGENIO ALLIATA
(Incontro con specialisti)
OFM, Francescano della Provincia piemontese di San Bonaventura. Nato a Bolzano Novarese nel 1949 è uno studioso e autore di numerose pubblicazioni. Laurea in teologia con specializzazione biblica presso lo Studium Biblicum Franciscanum; laurea e dottorato di ricerca in archeologia cristiana presso l’Istituto Pontificio di Archeologia Cristiana. Dal 1986 è professore di Archeologia paleocristiana presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Dal 2002 è segretario della Commisione editoriale dello Studium Biblicum Franciscanum.

PAOLO PELLIZZARI
(Guida)
Dal 1981 al 1990 ha lavorato a Gerusalemme come bibliotecario presso il Pontificio Istituto Biblico, partecipando a scavi archeologici in Israele e Giordania, guidando gruppi italiani e francesi in Gerusalemme e Israele/Palestina. Dal rientro in Italia collabora con alcune case editrici nella scelta e la pubblicazione di opere prevalentemente di carattere storico e biblico, tra le quali H. Jedin, Atlante universale di storia della Chiesa, 1991; Grande dizionario illustrato dei personaggi biblici, a cura di M. Bocian, 1991 di cui ha steso anche alcune voci; L. Moraldi, Apocrifi del Nuovo Testamento, 3 voll., 1994; La Bibbia (Piemme), 1995.È autore di una guida biblico-storica: Turchia cristiana, San Paolo, 2005, 192 pp.


Informazioni su Israele

Israele
Israele (nome ufficiale Medinat Yisra'el, Stato d’Israele), stato del Medio Oriente, situato sulla costa orientale del mar Mediterraneo; è delimitato a nord dal Libano, a nord-est dalla Siria, a est dalla Giordania, a sud-ovest dall'Egitto. A sud si affaccia per un breve tratto sul golfo di Aqaba, un'insenatura del Mar Rosso. Ha una superficie di 21.946 km² e un’estensione costiera di 273 km. Lo stato venne fondato nel 1948 in Palestina, che una risoluzione dell'ONU dell'anno precedente aveva destinato alla formazione di due stati, uno ebraico e uno arabo. La capitale israeliana (non internazionalmente riconosciuta) è Gerusalemme, che comprende anche Gerusalemme Est, occupata da Israele durante la guerra dei Sei giorni, nel 1967, insieme ad altri territori, tra cui la striscia di Gaza, la Cisgiordania e le alture del Golan. Dal maggio del 1994, in seguito a un trattato di pace tra Israele e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), nella striscia di Gaza e nella città di Gerico, in Cisgiordania, è riconosciuta l'Autorità nazionale palestinese (ANP).

Territorio
Il territorio israeliano presenta una topografia piuttosto varia. Nella sezione settentrionale, dalla stretta pianura costiera fino al lago di Tiberiade, si estendono i rilievi della Galilea, tra i quali si trova il monte Meron (1.208 m), la cima più alta del paese. Più a sud, la piana di Esdraelon – un tempo paludosa e malarica, ora una delle regioni più densamente popolate e coltivate del paese – si articola da Haifa, sulla costa, fino al fiume Giordano. Il litorale è occupato per circa 200 km da una fascia pianeggiante che dalla baia di Haifa si spinge a sud, oltre il monte Carmelo, formando prima la piana di Sharon e, da Tel Aviv-Giaffa a Gaza, la piana di Giuda; tale fascia, delimitata a est dai rilievi della Samaria e della Giudea e costituita da fertili suoli alluvionali, ospita gran parte delle maggiori città e delle industrie del paese. Una vasta regione desertica, il Negev, occupa la sezione meridionale del territorio israeliano da Be'er Sheva al golfo di Aqaba.

Israele si trova alla congiunzione geografica di tre importanti zone climatiche ed ecologiche e presenta pertanto una ricca biodiversità. Il deserto del Negev copre oltre la metà del paese, ma lungo la costa del Mediterraneo vi sono ampie distese di macchia mediterranea e di vegetazione sempreverde. Il 6,4% (2000) del territorio è coperto da foreste, che prevalgono alle alte quote. Il clima, di tipo prevalentemente mediterraneo, è semidesertico nel sud del paese e nelle regioni più aride. Le temperature medie di gennaio oscillano tra i 9 °C di Gerusalemme e i 14 °C di Tel Aviv-Giaffa; quelle di luglio vanno da 23 °C (Gerusalemme) a 27 °C (Tel Aviv-Giaffa). Anche le precipitazioni, perlopiù limitate ai mesi invernali, variano in modo marcato su tutto il territorio: dai 1.015 mm annui della Galilea ai 541 mm di Tel Aviv-Giaffa, sino agli appena 25 mm del porto meridionale di Elat. La vegetazione spontanea, tipicamente mediterranea lungo la costa, assume i caratteri della steppa procedendo verso l'interno, mentre al sud, nel Negev, è di tipo desertico. Sono presenti circa 2.500 diverse specie di piante, per lo più xerofite; a partire dal 1948 sono stati piantati oltre 200 milioni di alberi e, a tutt'oggi, le aree rimboschite coprono circa il 6% del territorio.

Il fiume principale è il Giordano, che nasce dal monte Hermon, nell'estremo nord-est, entra nel lago di Tiberiade, scorre nella depressione tettonica di El Ghor e sfocia nel Mar Morto, la cui sponda occidentale appartiene al territorio israeliano. Il litorale mediterraneo, basso e perlopiù sabbioso, non presenta porti naturali, se si eccettua quello di Haifa, nell'omonima baia. Le specie animali sono numerose e comprendono la lontra, il lupo, la mangusta e lo sciacallo, oltre alla gazzella e al porcospino. Alcune zone vengono invase periodicamente dalle locuste. Israele, nazione di piccole dimensioni che include una vasta zona desertica, presenta un'elevata densità di popolazione. L’approvvigionamento idrico è pertanto uno dei maggiori problemi del paese e ha dato origine a diversi contrasti con le nazioni limitrofe. La principale risorsa idrica di superficie è infatti il fiume Giordano, che segna gran parte del confine tra Giordania e Israele. Dal 1964 le acque del lago di Tiberiade vengono portate nel deserto del Negev grazie all’acquedotto Kinneret-Negev. Lo sfruttamento e la distribuzione delle risorse idriche (ripartite peraltro sul territorio in maniera diseguale), così come la depurazione e la desalinizzazione delle acque, sono affidati al Mekorot, l’ente preposto alla gestione delle acque nazionali. Lo sfruttamento dei terreni agricoli è stato reso possibile in seguito all’introduzione di accurati metodi di irrigazione.

Per contrastare l'inquinamento delle acque marine e salvaguardare il prezioso patrimonio costituito dalla barriera corallina nel Mar Rosso, Israele ha provveduto a emanare diverse leggi e ad assicurarne la rigorosa applicazione; l’inquinamento atmosferico interessa prevalentemente i maggiori centri del paese. Il suolo è sottoposto a coltivazione intensiva e l’utilizzo di prodotti chimici impiegati in agricoltura causa gravi problemi di degrado; l'acqua di scarico dei terreni irrigui è spesso contaminata da pesticidi e fertilizzanti. L'ambiente è inoltre stato seriamente danneggiato nel corso dei diversi conflitti. L’insieme di questi fattori ha reso difficile il mantenimento e la creazione di aree naturali protette e la conservazione di alcuni habitat. Ciononostante, il 15,5% (2000) del territorio nazionale è posto sotto tutela ambientale; tra le aree protette vi sono il Parco nazionale del Monte Carmelo e quattordici riserve naturali. Israele partecipa al programma MAB (Man and Biosphere, L'uomo e la biosfera) dell'UNESCO e ospita una Riserva della biosfera sul Monte Carmelo.

Israele ha ratificato numerosi accordi internazionali per la tutela dell'ambiente, fra cui quelli relativi alla desertificazione, alla biodiversità, alle specie in via d'estinzione, allo smaltimento di rifiuti nocivi, all’abolizione dei test nucleari, alla protezione dell’ozonosfera, ai cambiamenti climatici e all'inquinamento di origine navale. Ha firmato anche la Convenzione per la protezione dei luoghi patrimonio dell’umanità e la Convenzione di Ramsar sulle zone umide. Partecipa, infine, a diverse convenzioni regionali per la tutela della costa del Mediterraneo.


Popolazione

Israele conta 6.199.008 abitanti (2004); la densità media, assai elevata, è di 305 abitanti per km². La popolazione è prevalentemente urbana (92% del totale) e, benché composta per circa l’80% da ebrei, presenta caratteristiche etniche e culturali estremamente diversificate. Anche i sabra (gli ebrei nati in Israele, che costituiscono oltre la metà della popolazione) hanno origini differenti giacché i loro immediati progenitori provenivano da un centinaio di paesi diversi.

Tra i principali gruppi ebraici presenti sul territorio vi sono gli ashkenaziti, che discendono da popolazioni provenienti dall’Europa centrorientale; i sefarditi, i cui antenati popolavano la penisola iberica, e altri gruppi che raggiunsero Israele dal Nord Africa e da altri paesi dell'Asia sudoccidentale. A partire dal 1991 si è aggiunta anche una discreta comunità di falascià, provenienti dall'Etiopia. La popolazione non ebrea ammonta all’incirca al 21%, ed è costituta principalmente da arabi (15% circa). Nel deserto del Negev sono presenti alcune decine di tribù beduine.


Lingua, religione, cultura

Lingua ufficiale dello stato è l'ebraico; l'arabo è utilizzato ufficialmente dalla minoranza araba. Molto diffusi l'inglese e un considerevole numero di altre lingue (russo, francese, ungherese, polacco ecc). L'yiddish è utilizzato da una ristretta comunità di ebrei.

Circa l'80% della popolazione israeliana professa l'ebraismo; le festività ebraiche e lo Shabbat sono, per legge, osservati in tutto il paese. La minoranza religiosa più numerosa è costituita da musulmani (circa 15%, perlopiù sunniti), ma sono presenti anche cristiani (circa 2%) appartenenti a diverse confessioni e drusi (circa 1,5%). Fin dal 1949 l'istruzione è gratuita e obbligatoria dai 5 ai 15 anni. Per quanto riguarda gli studi secondari, lo stato prevede sussidi che coprono fino al 100% dei costi. Tra i principali istituti superiori si citano l'Università ebraica di Gerusalemme (1918), l'Istituto israeliano di Tecnologia (1912) di Haifa, l’Istituto Weizmann (1949) a Rehovot e l’Università di Tel Aviv (1953). Oltre al sistema scolastico laico esiste un sistema parallelo di scuole religiose ebraiche, che culminano in istituti di ricerca postlaurea. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta raggiunge il 95,7% (2004).

In Israele sono presenti oltre cento musei, tra i quali il Museo di Tel Aviv e il Museo israeliano, a Gerusalemme, che ospita una vasta collezione di arte popolare ebraica, manufatti antichi e l’importante raccolta dei Manoscritti del Mar Morto. Il paese possiede circa 500 biblioteche pubbliche; la maggiore di queste è la Biblioteca dell’Università ebraica di Gerusalemme, che raccoglie 3,5 milioni di volumi. A Tel Aviv ha sede il celebre Teatro nazionale di Israele (già Teatro Habima). L’Orchestra filarmonica di Israele è considerata una delle più prestigiose orchestre del mondo. Il paese vanta inoltre una ricca e consolidata tradizione di danze, musiche e canti popolari.

Economia

La situazione economica israeliana risente dal 1948, anno di nascita del paese, dello stato estremamente conflittuale della regione. Impegnato in diverse guerre con i vicini paesi arabi e alle prese con la lunga lotta di liberazione del popolo palestinese, lo stato israeliano è costretto a destinare alle spese militari una cospicua porzione del suo prodotto interno lordo. Afflitta da una pesante crisi durante gli anni Settanta e Ottanta, dopo gli accordi di Oslo l’economia del paese ha goduto di un periodo di relativo sviluppo. La ripresa dell’intifada nei territori palestinesi alla fine del 2000 ha causato un brusca contrazione delle esportazioni e un vero e proprio tracollo del settore turistico, una delle principali voci della bilancia commerciale del paese. Il prodotto interno lordo è di 103.689 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 15.790 dollari (2002).


Agricoltura, foreste, allevamento, pesca

L'agricoltura fa fronte a circa i tre quarti del fabbisogno alimentare del paese, mentre alcuni prodotti – perlopiù agrumi e uova – vengono esportati. Tra le colture più importanti si citano arance, pomodori, patate, viti, cereali, diverse varietà di frutta, tabacco e cotone. L'allevamento, di grande rilievo, si avvale perlopiù di bovini, ovini, caprini e animali da cortile. Il successo del settore agricolo israeliano è stato consentito dal ricorso alle innovazioni suggerite dalla ricerca scientifica e ai metodi di tecnologia avanzata: questo ha portato alla realizzazione di vaste opere di bonifica e di ambiziosi programmi di irrigazione (come l'acquedotto Kinneret-Negev, che porta l'acqua del lago di Tiberiade fino alle zone desertiche del sud), che hanno reso fertili territori prima inutilizzabili.

Le forme di colonizzazione agricola si suddividono in tre categorie principali. Negli insediamenti collettivistici (kibbutz), i componenti non ricevono un compenso in denaro, ma prelevano dalle disponibilità comuni tutto ciò di cui hanno bisogno; in quelli di tipo cooperativo (moshav), ogni fattoria lavora separatamente, ma il prodotto ottenuto viene commercializzato in comune con le altre dello stesso villaggio; le moshava (piccole fattorie), infine, sono gestite da imprenditori privati. I primi due tipi si avvalgono di terre in affitto di proprietà delle varie organizzazioni colonizzatrici, tra le quali spicca il Fondo nazionale ebraico. Gran parte dei programmi di bonifica e di conservazione attuati dal governo israeliano riguarda il rimboschimento, specie nelle zone collinari. La pesca è tutt'altro che trascurabile (25.100 tonnellate nel 2001) e oltre la metà del pescato consiste in pesce d'acqua dolce proveniente da allevamenti.


Industria

L'industria estrattiva israeliana sfrutta le considerevoli risorse minerarie del paese. Nonostante nella zona desertica del Negev siano presenti alcuni giacimenti di rame, minerali ferrosi, manganese, granito, marmo e mica, i prodotti maggiormente redditizi sono petrolio, gas naturale, fosfati, nonché le grandi quantità di potassa, bromo e magnesio estratti dai depositi salini del Mar Morto. Le fabbriche sono situate perlopiù nei dintorni di Haifa e Tel Aviv-Giaffa, anche se un grande complesso industriale è in via di sviluppo nei pressi del nuovo centro portuale di Ashdod. I principali settori sono quelli alimentare (tra cui vino e olio d'oliva), chimico, petrolchimico, tessile, metallurgico, elettronico, nonché della produzione di tabacco, abbigliamento, materiali da costruzione, strumenti di precisione, cemento e lavorazione dei diamanti.


Commercio e finanza

L'unità monetaria è il nuovo sciclo (sheqel), diviso in 100 agorot ed emesso dall'unica banca statale, il Banco d'Israele. Nel 2002 il valore totale dei prodotti importati fu di 33.106 milioni di $ USA, a fronte di esportazioni per 29.511 milioni di $ USA. Tra i principali prodotti d'importazione si annoverano: diamanti grezzi, equipaggiamento militare, greggio e derivati dal petrolio, macchinari, prodotti chimici, ferro, acciaio e derrate alimentari. Le esportazioni comprendono diamanti lavorati, prodotti chimici, agrumi, tessili e abbigliamento. I maggiori partner commerciali sono gli Stati Uniti, alcuni paesi dell'Unione Europea, il Giappone, il Canada, la Svizzera e la Cina. Anche il turismo contribuisce in larga parte all'economia del paese, così come le donazioni degli ebrei che vivono in altri paesi (soprattutto negli Stati Uniti).


Trasporti e comunicazioni

Haifa e la baia artificiale di Ashdod sono i principali centri portuali; un altro scalo marittimo si trova a Elat, sul golfo di Aqaba. I 925 km (2000) di ferrovia presenti sul territorio sono di proprietà statale. La rete stradale copre circa 16.521 km (2001). El Al è la compagnia aerea nazionale, ma i voli interni vengono gestiti dalla Arkia. L'aeroporto principale (Ben Gurion) è poco distante da Tel Aviv-Giaffa.


Ordinamento dello Stato

Lo stato israeliano nacque nel 1948, sulla base di un piano dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) che prevedeva la formazione di due stati, uno ebraico e uno arabo, sui territori della Palestina. Israele è una repubblica parlamentare e non ha una Costituzione scritta. Il presidente della repubblica è eletto dal Parlamento e rimane in carica per cinque anni; le sue funzioni sono perlopiù rappresentative. Il potere esecutivo è affidato al primo ministro, eletto a suffragio diretto per quattro anni, e al governo, responsabili del proprio operato di fronte al Parlamento. Il potere legislativo è affidato all'Assemblea nazionale (Knesset), unicamerale, che comprende 120 membri eletti a suffragio universale con sistema proporzionale per quattro anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini al di sopra dei 18 anni di età. Sono in vigore due sistemi giudiziari, l'uno civile, l'altro religioso. Il primo prevede una Corte Suprema, alla quale sono sottoposti i tribunali distrettuali; le facoltà delle corti minori sono piuttosto limitate. Ai tribunali religiosi vengono affidati i casi di matrimonio, divorzio e testamentari. La pena di morte è in vigore per reati eccezionali.

Le maggiori forze politiche israeliane sono attualmente il Likud (“Consolidamento”; conservatori), il Partito laburista (Avoda) e il Meretz (“Energia”; di tendenze socialdemocratiche). Nel complesso quadro politico israeliano operano molti altri partiti, che rappresentano sia le componenti religiose più estremiste, come ad esempio lo Shas, sia le comunità di recente immigrazione come quella russa, che ha dato vita a ben due partiti. Il servizio militare è obbligatorio per tutti i cittadini maschi abili a partire dai 18 anni di età. Le forze armate contavano, nel 2002, 167.600 effettivi.

Lo Stato è suddiviso in sei distretti (mehozot, sing. mehoz), ciascuno amministrato da un commissario: Centrale, Gerusalemme, Haifa, Meridionale, Settentrionale e Tel Aviv. Capitale (non riconosciuta internazionalmente) e città principale è Gerusalemme. Tra gli altri centri di rilievo si citano Tel Aviv-Giaffa, polo amministrativo e industriale; Haifa, il più trafficato scalo marittimo del paese; Holon e Ramat Gan, centri manifatturieri; Ashdod, città portuale sul Mediterraneo; Elat, porto sul Mar Rosso.


Storia recente: la muraglia di difesa

Il 28 marzo 2002, in risposta a un attentato compiuto a Netanya durante i festeggiamenti della Pasqua, Sharon richiamò in servizio 20.000 riservisti e lanciò l’operazione “Muraglia di difesa”; in pochi giorni vennero totalmente occupate tutte le città dell’Autonomia palestinese e la Muqaata, il quartier generale di Arafat a Ramallah, venne in buona parte distrutta dall’artiglieria e dalle ruspe dell’esercito israeliano. Gli scontri si moltiplicarono in tutti i territori palestinesi, senza risparmiare la popolazione civile. Le città di Betlemme, Tulkarem, Qalqiliya, Nablus diventarono teatro di una violentissima battaglia, che vide l’intervento dell’aviazione israeliana. Il 2 aprile le truppe israeliane posero sotto assedio la chiesa della Natività a Betlemme, dove avevano trovato rifugio diversi membri della resistenza palestinese, insieme con molti civili. L’offensiva israeliana investì con particolare violenza la città di Jenin, dove il campo profughi venne quasi totalmente distrutto, sollevando proteste in tutto il mondo. Una nuova missione diplomatica, condotta dal segretario di stato statunitense Colin Powell, si concluse a metà aprile con un nulla di fatto. Il 28 aprile le truppe israeliane posero fine all’assedio del quartier generale di Arafat; in cambio Sharon ottenne l’arresto di sei palestinesi ritenuti responsabili dell’uccisione del ministro Rehavam Zeevi. Una commissione di inchiesta delle Nazioni Unite, sollecitata dai palestinesi per indagare sui fatti di Jenin, venne prima rinviata e poi annullata a causa dell’opposizione del governo israeliano. Il 9 maggio, con un accordo tra israeliani e palestinesi, si concluse anche l’assedio alla chiesa della Natività.

Nell’operazione “Muraglia di difesa” trovarono la morte centinaia di persone, in maggioranza civili, e migliaia furono i feriti. Le due comunità pagarono anche un altissimo costo politico; infatti, se i palestinesi videro la rioccupazione militare di tutti i territori destinati al loro stato, l’assedio e l’umiliazione della propria leadership e la distruzione di tutte le strutture dell’Amministrazione autonoma, Israele fu severamente criticata a livello internazionale, andando incontro a un grave isolamento politico e diplomatico rotto solo dal sostegno statunitense. Alla fine dell’operazione, gli accordi di Oslo del 1993 erano ormai definitivamente sepolti.


Storia recente: la “Road map”

Nel giugno 2002 il governo israeliano diede il via alla costruzione di un muro di separazione tra il territorio dello stato ebraico e la Cisgiordania, destinato a svilupparsi per centinaia di chilometri – circondando tutta la città di Gerusalemme, compresa la parte araba – e a sottrarre altri territori ai palestinesi. Riprovata da tutta la comunità internazionale a eccezione degli Stati Uniti, la decisione del governo israeliano determinò un ulteriore inasprimento del conflitto. A settembre l’esercito di Israele sferrò un’ulteriore offensiva in Cisgiordania e a Gaza, intensificando la stretta intorno alla Muqata, il quartier generale di Arafat, di cui molti esponenti del mondo politico israeliano giunsero a chiedere l’espulsione o l’eliminazione fisica. Nello stesso mese a New York prese il via una nuova iniziativa diplomatica, lanciata dal cosiddetto “quartetto per il Medio Oriente” (composto da Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Nazioni Unite).

Alla fine di ottobre, al culmine di una grave crisi politica, i ministri laburisti abbandonarono il gabinetto Sharon. Rimaneggiato il governo, il premier israeliano chiamò il paese alle elezioni anticipate per il 28 gennaio 2003, in cui ad affermarsi furono il Likud e lo Shinui (un partito laico di centro), che diedero vita, con altri due partiti della destra nazionalista e religiosa, al nuovo governo; il Partito laburista, il maggior partito dalla creazione di Israele, venne invece pesantemente sconfitto, ottenendo soltanto 19 seggi sui 120 della Knesset.

Nell’aprile del 2003 il “quartetto” presentò il progetto di pace chiamato “Road Map”. Ufficialmente approvata da entrambe le leadership palestinese e israeliana, la Road Map è articolata in tre fasi: la prima prevede la fine delle azioni terroristiche palestinesi e delle rappresaglie israeliane; la seconda il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati dall’inizio della seconda intifada nel settembre 2002; la terza la proclamazione, entro il 2005, di uno stato palestinese entro confini definitivi.


Storia recente: gli ultimi sviluppi

La Road Map resta tuttavia lettera morta; mentre continuano i lavori di costruzione del muro, il conflitto si aggrava avvitandosi in una violenta spirale di “esecuzioni mirate” di leader palestinesi, attentati terroristici nelle città israeliane e violentissime rappresaglie nei territori occupati. Nel novembre 2003 il premier Sharon annuncia la presentazione di un piano israeliano, che prevede il ritiro di alcuni insediamenti ebraici nei territori occupati e la proclamazione unilaterale e definitiva delle frontiere israeliane. A dicembre, dopo una lunga preparazione condotta con il sostegno delle autorità svizzere, rappresentanti della sinistra israeliana (tra cui importanti membri del Partito laburista) e delle organizzazioni palestinesi sottoscrivono a Ginevra un patto rivolto a risolvere pacificamente il lungo conflitto. L’accordo, che ottiene il sostegno del segretario dell’ONU, viene rigettato dal governo israeliano.

Gli inizi del 2004 registrano un ulteriore inasprimento della crisi, con decine di attentati suicidi e il rafforzamento della politica delle “esecuzioni mirate”, che culmina in marzo nell’uccisione del leader spirituale di Hamas, lo sceicco Ahmed Yassin, che viene raggiunto all’uscita di una moschea da due missili esplosi da un elicottero dell’esercito israeliano.

Dall’inizio della seconda intifada Israele ha pagato un elevatissimo costo umano; le vittime israeliane del conflitto sono infatti quasi mille e migliaia sono i feriti. Ancora più pesante è il bilancio sul fronte palestinese, dove i morti sono circa tremila e i feriti ammontano a decine di migliaia.

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(n.14 del 02/04/2009)

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