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News
01 dicembre 2005
RELIGIONI E SACRI MONTI - Pubblicazione volume
ATLAS
a cura di:
REGIONE PIEMONTE
SETTORE PIANIFICAZIONE AREE PROTETTE

UNIVERSITA’ DI TORINO
DIPARTIMENTO DI ORIENTALISTICA CENTRO DI SCIENZE RELIGIOSE

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DEI SACRI MONTI, CALVARI E COMPLESSI DEVOZIONALI EUROPEI
PARCO NATURALE DEL SACRO MONTE DI CREA


Venerdì 10 marzo 2006
alle ore 17.30
presso il MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA DUCA DEGLI ABRUZZI
Via Giardino Gaetano Ettore, 39 - Torino

Presentazione degli Atti del Convegno Internazionale RELIGIONI E SACRI MONTI

SONO INTERVENUTI:
Nicola De Ruggiero, Assessore all'Ambiente, Parchi e Aree protette della Regione Piemonte
Gianni Oliva, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte
Luigi Merlo, Presidente del Parco naturale del Sacro Monte di Crea
Ezio Pelizzetti, Rettore dell'Università degli Studi di Torino
Don Antonio Gennaro, Vicario Generale della Diocesi di Casale Monferrato
Don Carlo Grattarola, Rettore del Santuario “Madonna di Crea”

ERANO PRESENTI:
I curatori
Amilcare Barbero, Direttore del Centro di Documentazione dei Sacri Monti
Stefano Piano, Professore di Indologia dell'Università di Torino



Il Convegno Internazionale Religioni e Sacri Monti svoltosi nell'ottobre 2004, rappresenta un momento fondamentale del percorso di tutela e valorizzazione dei Sacri Monti intrapreso dalla Regione Piemonte dal 1980 e si inserisce nelle iniziative che, in questo difficile momento storico, intendono favorire il dialogo interculturale e interreligioso.
Frutto della collaborazione fra la Regione Piemonte, il Dipartimento di Orientalistica dell'Università degli Studi di Torino e il Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei costituito presso il Sacro Monte di Crea, il Convegno ha consentito la partecipazione e l'incontro di esponenti di tradizioni religiose diverse che per alcuni giorni hanno potuto confrontarsi sui rapporti esistenti fra religioni e ambienti naturali, con particolare attenzione agli aspetti artistici e storici legati all'archetipo della montagna sacra.
L'andamento itinerante del convegno svoltosi a Torino, Moncalvo e Casale Monferrato, con visite guidate a Crea, Oropa, Varallo e Varese ha avuto positive ricadute sull'intero sistema dei Sacri Monti, aggiungendo valore all'evento e cadenzando le tappe di un percorso ad un tempo concreto e metaforico, reale e spirituale.
Oltre all'importanza scientifica dei contributi esposti, il Convegno si è fatto portavoce di un messaggio di speranza, comunicando il desiderio e la volontà del rispetto reciproco delle diversità religiose, dando vita ad un'azione simile a quella che nell'Africa australe viene svolta dai cosiddetti "parchi della pace" sempre più protagonisti di una cultura di solidarietà.
Anche a seguito del ruolo universale riconosciuto con l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità (UNESCO), i Sacri Monti del Piemonte possono diventare un potente organismo progettuale, in grado di sviluppare autorevolezza, credibilità e fiducia a livello sia locale che globale. L’approfondita conoscenza maturata negli ultimi decenni, la consapevolezza e la responsabilità del ruolo sociale acquisito ne alimentano la competitività strategica. Dalla iniziale azione di tutela storica e naturalistica, oggi i Sacri Monti tendono a trasformarsi in soggetti propositivi, capaci di aprire nuovi percorsi che, traendo forza e nutrimento dalle radici del passato, si proiettano in dimensioni sempre più vive e attuali, progettando e costruendo il proprio futuro.
Questo volume che raccoglie gli Atti dell'articolato e complesso Convegno dedicato a Religioni e Sacri Monti, conferma l'impegno culturale e ancora una volta qualifica l'operato dei Sacri Monti piemontesi e della Regione Piemonte.

MERCEDES BRESSO
Presidente della Regione Piemonte

NICOLA DE RUGGIERO
Assessore all'Ambiente, Parchi e Aree protette

GIANNI OLIVA
Assessore alla Cultura


La pubblicazione degli Atti del Convegno Religioni e Sacri Monti costituisce un fatto di notevole rilevanza: per l’autorevolezza degli illustri studiosi che vi hanno contribuito, per il fascino dei temi trattati, per la veste editoriale con cui si presenta. La scelta di corredare il volume con un ricco e suggestivo apparato iconografico, per molti versi inusuale nella stampa degli Atti di un Convegno, corrisponde ad una motivata intenzione del Centro di Documentazione di porre i Sacri Monti piemontesi e lombardi in un circuito culturale e turistico più ampio.
Non quello dozzinale di una fruizione, indistintamente indirizzata, affrettata e consumistica, che questi luoghi così permeati da silenzi e da attimi sospesi fra l’osservazione e la meditazione mal sopporterebbero. Al contrario indurre a considerazioni ponderate e stimolare, con un’attenzione diffusa, interventi semmai meno appariscenti sul piano della comunicazione ma più rispettosi, a livello di contenuti, dell’intima natura e della sacralità dei luoghi, tali da garantire una loro conservazione nel tempo ed un uso confacente alle finalità per cui sono stati eretti.
Come Parco abbiamo sempre cercato di coniugare il rigore della ricerca scientifica con le risorse umane espresse dal nostro territorio stabilendo molteplici relazioni e amicizie; le tante attività avviate e perseguite dal Parco in questi anni con ostinata determinazione lo dimostrano. È accaduto anche in questa circostanza con il Convegno Religioni e Sacri Monti, un’organizzazione complessa che si è sviluppata in tre sedi diverse (Torino, Moncalvo, Casale Monferrato) e per la durata di cinque giorni. Uno sforzo non indifferente. Ai relatori e a tutti coloro che vi hanno profuso impegno, passione e intelligenza il più sentito ringraziamento del Consiglio Direttivo del Parco, ad iniziare dalla Regione Piemonte e dall’Università di Torino. Ai vecchi amici che da anni condividono il nostro lavoro ed ai nuovi, conosciuti in questa occasione, la mia personale gratitudine con la consapevolezza di aver fatto insieme qualcosa di importante per il futuro.

Luigi Merlo
Presidente del Parco naturale e Area attrezzata del Sacro Monte di Crea


Il Convegno internazionale Religioni e Sacri Monti, svoltosi a Torino, Moncalvo e Casale Monferrato nel mese di ottobre 2004 con la partecipazione di illustri studiosi italiani e stranieri, ha rappresentato per la nostra Università un evento di grande rilievo culturale, che il mio predecessore Rinaldo Bertolino ha voluto giustamente inserire fra le principali manifestazioni promosse in occasione del Sesto Centenario del nostro Ateneo.

Nell’organizzazione dell’iniziativa, che si è potuta attuare grazie alla sensibilità dimostrata dalla Regione Piemonte, alla quale va riconosciuto il merito di averne assunto l’onere, hanno svolto un ruolo di coordinamento scientifico, collaborando con il Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei costituito presso il Sacro Monte di Crea, sia il Centro interdipartimentale e interfacoltà di Scienze Religiose, sia, e soprattutto, il Dipartimento di Orientalistica dell’Università di Torino, il cui direttore, Stefano Piano, decano degli studi indologici torinesi ed esperto del dialogo interculturale e interreligioso, rappresenta un’autorevole tradizione di studi, nella quale il nostro Ateneo vanta un importante primato: fu infatti proprio l’Università di Torino ad attivare, nel 1852, il primo insegnamento di Sanscrito in Italia, tenuto dall’abate Gaspare Gorresio, al quale si deve, fra l’altro, l’imponente opera di edizione e traduzione italiana, del Ramayana di Valmiki: un lavoro stampato a Parigi in dodici grossi volumi, che è ancor oggi apprezzato in tutto il mondo come uno dei monumenti degli studi sanscriti e indologici.

Il grande rilievo che ha assunto l’insieme dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, specialmente dopo il riconoscimento concesso dall’Unesco, che lo ha inserito nella lista dei siti considerati patrimonio dell’umanità, non poteva non suscitare iniziative culturali, studi e ricerche; ed è a mio avviso assai significativo che il Convegno abbia proposto una riflessione nel segno dell’interculturalità e nella consapevolezza del ruolo che la montagna, alla quale è stata sempre e quasi istintivamente attribuita una speciale sacralità, ha svolto e continua a svolgere nei confronti del territorio circostante e dei suoi abitanti.

Esprimo quindi l’auspicio che gli Atti che oggi vedono la luce e che sono destinati a costituire una pietra miliare in questo genere di studi, non manchino di fornire anche lo stimolo per ulteriori ricerche.

Ezio Pelizzetti
Rettore dell’Università degli Studi di Torino


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