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News
25 settembre 2005
LA RECENTE PUBBLICAZIONE DI M. Rüdiger
Germania
Michael Rüdiger, Nachbauten des Heiligen Grabes in Jerusalem in der Zeit von Gegenreformation und Barock.
Ein Beitrag zur Kultgeschichte architektonischer Devotionalkopien. D-93063 Regensburg (Postfach 20 04 29), Verlag Schnell & Steiner, 2003. 28 cm., 276 p., ill. (€ 66) ISBN 3-7954-1600-0

Gli edifici di devozione, chiamati imitazioni del Sacro Sepolcro di Gerusalemme, diffusi specialmente nella seconda metà del Seicento nel territorio dell'impero asburgico, nella Polonia e in alcuni Cantoni cattolici svizzeri, hanno trovato in M. Rüdiger lo studioso che opportunamente ha riportato alla luce la loro dimenticata storia. Nell'estate del 2001 egli presentò il suo lavoro come dissertazione dottorale alla Facoltà filosofica I della Julius-Maximilian Universität di Würzburg.
Leggermente rielaborato, lo studio del Rüdiger si dimostra senza dubbio fondamentale per la conoscenza di questo tipo di edifici sacri. Ne ha anche tracciato un catalogo critico, che comprende l'identificazione e la descrizione di 94 edifici classificabili come copie del Sacro Sepolcro.
Dopo un'introduzione (p. 9-18) e una rassegna bibliografica sullo stato attuale della questione (19-26), Rüdiger studia innanzi tutto la forma e l'apparenza della cappella originale di Gerusalemme, cioè la condizione in cui si trovava dopo il rinnovamento di Bonifazio da Ragusa nel 1555 e prima dell'incendio della basilica col disastroso crollo del tetto nel 1808 (Form und Erscheinung des Jerusalemer Originals: Die Kapelle des Grabes Christi zwischen 1555 und 1808, 27-38).
Esistevano certamente modelli grafici e anche riproduzioni in miniatura che potevano guidare i costruttori. Tuttavia, a garantire l'esecuzione di una copia perfetta del Santuario, furono soprattutto le piante dettagliate, con le esatte misure, che Bernardino Amico da Gallipoli fornì nel suo Trattato delle Piante & Immagini de Sacri Edifizi di Terra Santa (Firenze 1620). A questi modelli allora disponibili è dedicato un apposito capitolo (Vorlagen und Vorbilder für den Entwurf einer Heiliggrab-Kopie, 39-57).
Con molti dettagli (l'esterno, l'interno, l'ornamento iconografico, l'esattezza delle misure, la collocazione) vengono poi descritte la forma strutturale e l'attrezzatura delle copie del Sacro Sepolcro, talvolta ospitate anche all'interno di una chiesa (Die bauliche Gestalt der Nachbildungen, ihre Ausstattung und bisweilen besonderer Standort, 58-75).
Delineata brevemente la loro diffusione e l'arco di tempo in cui la devozione al Sacro Sepolcro è particolarmente viva e operativa (Territoriale Verbreitung und zeitliches Auftreten, 76-78), l'A. discute il problema della committenza di questi sacri edifici. Come i principali promotori egli identifica gli Ordini religiosi, in particolare i frati minori (Tragende Kräfte: die Orden, 79-97), il clero secolare (Tragende Kräfte: der Weltklerus, 98-103), le famiglie nobili (Tragende Kräfte: der Adel, 104-112), ma in alcuni casi anche i comuni cittadini (Tragende Kräfte: das "Volk", 113-116).
Minore influsso sembrano aver avuto i pellegrinaggi in Terra Santa di persone singole (Kopien der Grabeskapelle Christi und Pilgerreise ins Heilige Land, 117-118). Circa la metà dei Sacri Sepolcri fu costruita nell'ambito di un progetto edilizio più ampio, sia come parte di un modello di Gerusalemme, di un Monte di Calvario, o come conclusione di una serie di stazioni a ricordo della Passione di Cristo o della Via Crucis (Grab-Christi-Imitationen im Verbund mit Jerusalemanlagen, Kalvarienbergen, Passions- und Kreuzwegen, 119-131).
Alcuni invece funzionavano come cappella mortuaria (Heiliggrab-Kopien als Friedhofskapellen, 132-139).
Un'ultima considerazione l'A. la dedica alla funzione concreta che il Sacro Sepolcro svolgeva nella vita religiosa del popolo e che comprendeva processioni penitenziali nella quaresima, con preghiere esaudite, ex voto e indulgenze particolari (Heiliggrab-Kopien und ihr “Sitz” im religiösen Leben, 140-147).
Dopo un sommario (148s) e le illustrazioni (151-176) segue il summenzionato prezioso catalogo degli edifici descritti (Bautenkatalog, 177-255).
Il volume è completato da una bibliografia e dall'indice dei luoghi. Manca quello dei nomi. Nella bibliografia fa difetto lo studio classico di Amédée Teetaert sulla Via Crucis (Aperçu historique sur la dévotion au chemin de la croix, Roma 1949), tradotto in spagnolo (1958) e recentemente anche in italiano (vedi la rec. precedente).
Servus Gieben

Gabriele Ingegneri
Tratto da “Collectanea Franciscana”.
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(n.14 del 02/04/2009)

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