English Italiano Francais Deutsch Espanol  
Accesso alla Banca dati
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
 
 
Pubblicazioni
-
ATLAS
INDICE


Un volume su Monti Calvari e Viae Crucis in Slovacchia
La pubblicazione Monti Calvari e Viae Crucis in Slovacchia è la prima trattazione monografica dell'argomento, e insieme il primo elenco monotematico di questo tipo in Slovacchia.
La parte principale della pubblicazione è costituita da un elenco dei 114 luoghi (da pagina 61 a pagina 388). La descrizione di ogni singolo luogo comprende un'introduzione con una breve descrizione degli aspetti caratteristici: nome storico, regione e diocesi in cui si trova il luogo in questione, epoca di origine degli oggetti indicati, informazioni su importanti modifiche delle co-struzioni, ubicazione geografica in relazione a insediamento e terreno. Segue, quindi, una dissertazione di storia dell'arte, di solito basata sulle fonti, sui singoli Calvari o sulle singole Viae Crucis, accompagnata da note e da un elenco bibliografico.
Nell'opera sono presi in considerazione non solo i cicli strutturati con un certo numero di stazioni che portano ad un gruppo della crocifissione, ad una chiesa o ad una cappella finale, ma anche semplici gruppi con la sola crocifissione che si trovano nei villaggi e presso chiese.
Anch'essi, infatti, devono essere intesi come espressione della devozione verso la Passione e dell'adorazione del Cristo che soffre e muore in croce, e pertanto sono tematicamente collegati ai Calvari.
Questo culto cominciò a diffondersi in Ungheria e sul territorio dell'attuale Slovacchia nel 17° secolo, all'epoca della Controriforma.
In quel periodo compaiono anche i primi esempi di Viae Crucis, solitamente costituite da sette stazioni, che nascevano grazie all'attività delle confraternite laiche del "Salvatore sofferente", fondate e dirette dai Gesuiti.
Nel corso del 18° secolo sorsero Calvari con un programma iconografico più ricco e un maggior numero di stazioni, come a Bratislava, a Kosice, a Banská Stiavnica.
A quell'epoca risalgono anche le prime Viae Crucis con un programma ben definito e con quattordici stazioni, che vennero costruite in misuramaggiore solo nel 19° e nella prima metà del 20° secolo.
Nei 40 anni di regime comunista non furono costruiti all'aperto monumenti che esprimessero la devozione verso la Passione; anzi, in tale periodo molti di essi furono trascurati o addirittura distrutti. Solo dopo il novembre 1989 essi furono "riscoperti", e ne sono sorti anche alcuni nuovi.
Parecchie opere, conservate solo come frammenti o non sufficientemente documentate, non sono citate nell'elenco, ma sono riportate sulla carta geografica che costituisce un allegato del libro.
Le conoscenze acquisite nell'elaborazione del materiale dell'elenco sono riassunte nel capitolo introduttivo della pubblicazione (da pagina 9 a pagina 56).
Esse presentano una panoramica, nell'ambito della storia della devozione, degli inizi della creazione dei Calvari nell'ampio contesto dell'Ungheria storica di allora, e della sua appartenenza alla provincia austriaca della Compagnia di Gesù.
Inoltre nell'introduzione sono descritti la costruzione vera e propria dei Calvari, il loro finanziamento (soprattutto da parte delle confraternite laiche, che di solito supportavano la creazione dei Calvari anche dal punto di vista finanziario), nonché la loro impostazione artistica.
Per quanto riguarda le strutture, vengono mostrati e trattati dettagliatamente anche i programmi iconografici e la loro ricchezza di motivi. Le strutture dei Calvari vengono seguite anche dal punto di vista della funzione religiosa, e come importante espressione della devozione barocca. Alla fine vengono presentate le Viae Crucis che "portano avanti" fino ai giorni nostri la tradizione dei Calvari.
Dal punto di vista storico questa pubblicazione presenta i Calvari e le Viae Crucis nei loro tempi migliori.
Nello stesso tempo il libro richiama l'attenzione sui problemi attuali della conservazione e intende contribuire a rivitalizzare la loro sostanza e l'importanza che spetta loro nel quadro dell'eredità culturale e spirituale dell'attuale Slovacchia, ma, in senso più ampio, anche nell'intera area mitteleuropea.

Katarina Kosová
Direttrice Generale
Istituto dei Monumenti
Bratislava



divisore
 
    Credits    Mappa del sito    Cookie Policy

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Torino
(n.14 del 02/04/2009)

Sacrimonti.net UNESCO PROGETTO INTERREG ITALIA SVIZZERA Beni Culturali REGIONE LOMBARDIA Regione Piemonte