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INDICE
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| Una
rete europea |
Fino alla metà degli anni Novanta, esperti e studiosi di Sacri Monti
avevano un'idea vaga e imprecisa dell'esistenza di complessi
devozionali diversi dal "loro", che invece conoscevano dettagliatamente.
Perciò la volontà di censire e localizzare i vari complessi
sparsi in Europa segna, almeno in Italia, una svolta profonda
per la ricchezza delle informazioni contenute nell'Atlante, che
suggeriscono un nuovo approccio all'intero fenomeno. Pur conservando
la propria specifica identità, ora ciascun complesso devozionale
è messo in relazione con altre simili entità ed entra a
far parte di un circuito che valica i limiti regionali e nazionali. Il
lavoro di studio e di ricerca svolto non ha mai escluso l'apporto
di nessuno, anzi ha sollecitato il contributo di tutti, dimostrando
sensibilità e attenzione anche alla divulgazione degli obiettivi
che si prefiggeva di raggiungere. I messaggi che il "Progetto Atlante"
ha rivolto al pubblico sono rintracciabili nei convegni internazionali
di Kalwaria Zebrzydowska (1995), del Sacro Monte
di Varallo (1996) e di Valladolid (2001) che sono serviti ad annunciare
l'avvio della ricerca e soprattutto per sviluppare rapporti
di collaborazione fra esperti, enti, istituzioni, per creare e
condividere il confronto e il collegamento fra realtà uniche e irripetibili,
accomunate da molte affinità. Fin dal primo simposio
è emersa la volontà di costruire una rete di Sacri Monti veramente
europea, cioè capace di superare barriere vecchie e nuove (compresa
quella dell'U.E.). La stampa del primo volume dell'Atlante
premia l'impegno di tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo
e segna la conclusione del progetto che ha interessato 13
nazioni. Sulla base di segnalazioni pervenute l'indagine si è estesa
successivamente a Repubblica Ceca, Croazia, Jugoslavia, Romania,
Slovenia, Ucraina: uno stimolo a proseguire!
Enrico Massone
Regione Piemonte, Parchi Naturali, Torino
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