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INDICE
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- Sacri Monti piemontesi
aree naturali protette
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| I
sacri monti piemontesi aree naturali protette |
Numerose sono le motivazioni che hanno
giustificato l’inserimento dapprima di Crea, Orta
e Varallo (1980) e poi di Ghiffa (1987), Belmonte e Domodossola
(1991), nell’ambito della politica regionale piemontese
delle Aree Protette avviata nel 1975: la complessità
del fenomeno dei Sacri Monti che, per il loro significato
ed interesse, hanno rilevanza internazionale; la gravità
e l’urgenza dei problemi di manutenzione ordinaria
e straordinaria e di valorizzazione che le singole amministrazioni
aventi la responsabilità della gestione non erano
più in grado di affrontare; la necessità
di un coordinamento globale delle iniziative. I territori
di riferimento dei Sacri Monti (recinto sacro ed aree
circostanti aventi valore di salvaguardia paesaggistica)
sono individuati, censiti e classificati tra i “Beni
culturali” ed i “Beni paesaggistici ed ambientali”
oggetto di tutela ai sensi del Decreto Legislativo 29
ottobre 1999, n. 490.
Le leggi urbanistiche regionali sottopongono, peraltro
a loro volta, tutto il territorio a pianificazione territoriale
ed urbanistica controllando l’uso del suolo, gli
interventi di modificazione e di trasformazione del territorio.
I Sacri Monti piemontesi inseriti nel Sistema regionale
delle Aree Protette sono inoltre oggetto di un’azione
di gestione e di tutela disciplinata dalle singole leggi
regionali istitutive. Sulla base di tali leggi sono individuati
i con fini che ricomprendono sia l’area del Sacro
Monte, che un territorio ad esso circostante di salvaguardia
paesaggistica e ambientale.
Le leggi individuano inoltre le finalità, le modalità
gestionali (affidate sempre a specifici Enti di diritto
pubblico strumentali della Regione), il personale (57
unità al 31 dicembre 2000, assunte con qualifiche
e professionalità specifiche e formate ed aggiornate
attraverso corsi di formazione), le modalità di
controllo delle attività dell’Ente da parte
della Regione, le norme generali di tutela ad integrazione
delle Leggi nazionali, le sanzioni ed i finanziamenti.
Le leggi istitutive sottopongono inoltre queste Aree protette
ad uno o più strumenti di pianificazione. Tali
strumenti sono coordinati con quelli di rango superiore
(regionale e nazionale) e dispongono nel dettaglio le
norme, i tipi e le modalità di intervento, di uso
e di fruizione, le azioni e le progettualità necessarie
per la massima valorizzazione e tutela di questa realtà.
Nonché la redazione di appositi Piani di Gestione
che definiscono le azioni e le regole di comportamento,
le risorse umane e finanziarie necessarie per raggiungere
gli obiettivi di Piano ed istituzionali.
I Sacri Monti, i Calvari e Complessi devozionali costituiscono,
di fatto, un ambito qualificato di lettura storica e di
conoscenza di una realtà europea più complessa,
che questo Atlante ci aiuta a comprendere meglio. Localmente
possono divenire invece l’oggetto di una politica
culturale rivolta all’intera comunità. Di
un turismo colto o coincidente con il turismo religioso
dei pellegrinaggi, che trova nella fruizione estetica
una occasione di promozione culturale e sociale, non certo
di antagonismo con l’azione diretta a favorire l’uso
religioso e ad evidenziarne gli aspetti sacrali e devozionali.
Operando ancora in un ambito privilegiato per l’azione
da loro svolta di conservazione e restauro tanto del patrimonio
naturale che di quello artistico, essi possono ancora
divenire, in prospettiva, attrezzati laboratori didattici
al servizio delle attività formative sia del mondo
della scuola che professionale, distribuiti lungo itinerari
europei che il lavoro dell’Atlante ci consente di
individuare e tracciare, comprendenti una variegata pluralità
di luoghi: dall’ambiente alpino a quello collinare,
a quello metropolitano.
Ermanno De Biaggi
Regione Piemonte, Parchi Naturali, Torino
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