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ATLAS
INDICE


Dal Giappone uno studio stimolante sulle origini dei Sacri Monti
La ricerca da me condotta sui complessi devozionali cattolici, principalmente sui Sacri Monti il cui prototipo è sorto nell'Italia settentrionale alla fine del Quattrocento e si è diffuso in Europa con la Controriforma, è frutto di un'indagine che dura ormai da otto anni.
Nel corso del tempo e in mancanza in Giappone di documenti e di studi precedenti relativi ai Sacri Monti, i lavori si sono svolti, necessariamente, in Italia con la raccolta di dati e la consultazione delle fonti ivi custodite - visitando personalmente 32 luoghi - aggiornando volta volta le ultime acquisizioni storiche. La prima parte dell'indagine si è conclusa nel 2004 con la presentazione di una tesi di dottorato di ricerca dal titolo Studi sui Sacri Monti in Italia. Osservazioni sulla loro origine a partire dal modo di riprodurre Gerusalemme in Europa.
Lo studio ha affrontato in particolare l'origine della forma del "Sacro Monte", perché tale aspetto non risultava del tutto chiarito con spiegazioni convincenti, tali da giustificare l'improvvisa comparsa del prototipo di "Sacro Monte" in Italia. In tal senso si è cercato di motivare la storia precedente alla comparsa in Italia di tale modello tipologico.
La tesi è composta da cinque capitoli. Nel primo, citando diversi esempi, si è presa in considerazione la diversità tra le varie definizioni, soprattutto fra quelle Italiane e quelle d'oltralpe del termine, "Sacro Monte". Con il secondo capitolo si è approfondito il tema del modello di "Gerusalemme sostitutiva" in Europa esaminando gli esempi più antichi sino a giungere alla prima metà del Quattrocento e dimostrando che, dalla fine del Trecento, le riproduzioni si sono gradualmente mutate da mono-costruzione a policostruzione con la trasformazione e con la diffusione del culto della Passione di Cristo.
Nei successivi due capitoli si è trattato dei complessi più antichi di Varallo e San Vivaldo; a partire dalle ricostruzioni topografiche delle fase iniziali si è dimostrato come inizialmente i due complessi non appartenessero ai "Sacri Monti", ma alla tipologia delle "Gerusalemme sostitutive", come quelle considerate nel secondo capitolo.
Nel contempo si è evidenziato anche come i due esempi di Varallo e di San Vivaldo siano molto più complessi e articolati rispetto ai modelli precedenti, comprendendo, tanto il carattere ultimo della forma più progredita di "Gerusalemme sostitutiva" quanto quello del prototipo che sarà alla base dei Sacri Monti, complementarietà di elementi più evoluti rispetto alle riproduzioni di tipo convenzionale dovuta sia allo spirito del Rinascimento e alla sua attenzione per il realismo sia all'esperienza dell'Ordine Francescano, custode dei luoghi santi di Terra Santa. L'ultimo capitolo è stato poi dedicato alle trasformazioni delle "Gerusalemme sostitutive" nei modelli tipologici dei Sacri Monti, e all'affermarsi e alla diffusione di quest'ultimi durante e dopo la Controriforma, momento in cui le cappelle sono state costruite in conformità alle devozioni ufficiali.

Hiroko SEKINE
University of Tsukuba

divisore
 
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Testata giornalistica registrata al Tribunale di Torino (n.14 del 02/04/2009)
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